giovedì 14 maggio 2015

La prima Mezza!

E' già passato più di un mese dalla mia prima mezza maratona e io ancora non ho avuto tempo (o forse testa) di raccontare le mie emozioni. E' ora di provarci...

Il viaggio inizia con la preparazione della valigia, ma questa volta non è per vanità, non è per scegliere quale vestito portare e quale no, porto i tacchi oppure no... no, in questo caso la preoccupazione maggiore corrisponde al calcolo preciso del cosa portare o no per ogni evenienza in gara.
Non voglio avere troppo caldo, ma neppure devo patire il freddo! Quindi, melius abundare quam deficere, specie in questo caso! 
Il mio occhio è incollato al meteo 24 ore su 24, sperando che le nuvole minacciose che mi fissano dal mio iphone possano nei giorni diventare un bel sole o almeno le temperature salire, ma niente, la situazione non cambia e prendo il mio aereo per Berlino consapevole di dover affrontare la mia prova sotto la pioggia e al freddo. Maledette città del nord, è primavera a Roma, non ve l'hanno detto? 
Comunque alla fine mi convinco che non sarà poi una tragedia, ho un pò di raffreddore ma mi sono allenata un intero inverno così, quindi... perché averne paura? Sono abituata ad acqua e vento sulla faccia, ci aggiungo il naso tappato dovuto al raffreddore e che vuoi che sia!!! (magari se evitavo la pioggia presa per far foto alla maratona di Roma la settimana prima era meglio) 
Così opto per due borse, una da mandare in stiva con i vestiti normali per i tre giorni di permanenza e una come bagaglio a mano con la divisa e le mie nimbus... e si perché per un runner in trasferta le scarpe da corsa sono sacre, sono quelle ed insostituibili, non sono vecchie ma neppure nuove, insomma hanno il kilometraggio giusto e non si può rischiare non arrivino con te a destinazione! 
Si parte e ormai quel che è fatto è fatto, pronta o no, devo andare a prendermi quella medaglia sui 21 km e vincere contro (o con!) Berlino, so che ce la metterò tutta, questa è l'unica consapevolezza che porto con me in viaggio.
L'arrivo è tranquillo, i bagagli lasciati a casa, un giro per il centro e una cenetta splendidamente servita nel bellissimo locale di mio fratello che a pochi giorni dal suo primo anno di vita è cresciuto tantissimo e ha fatto la sua strada! Sono orgogliosa di mio fratello e del suo socio, stanno facendo un ottimo lavoro e a vederlo lavorare, a vederlo lì nel suo nuovo mondo mi convinco sempre più che quella è la sua strada e che per quanto possa mancarmi sono enormemente felice per lui.
Torno a casa con questo pensiero in testa e vado a letto ansiosa per la prova che verrà ma elettrizzata per la giornata del ritiro del pettorale. 
L'appuntamento è per l'ora di pranzo con gli altri Ramarri, io e Niko arriviamo ad Alexander Plz dove ad attenderci ci sono Alessandro e Luigi con le loro famiglie, so che ci saranno altre persone degli Urban Runners, tra cui Cecilia e Flavia, due ragazze dal mio stesso passo e con cui deciderò di condividere questa esperienza. Ci saranno anche Igor e Sara amici della LBM, recuperati alla fermata della U-Bahn, cartina alla mano, ci dirigiamo verso il Berlin Vital Expo! 
Che bello sapere che con me ci sono persone esperte, io mi sento un po' un pesce fuor d'acqua, non so come funziona ma poi alla fine tutto è ben spiegato e ben organizzato quindi felice prendo il mio pettorale: F11601... prima o poi magari li giocherò 'sti numeri!
Un ultimo giro per Berlino, qualche acquisto e di corsa a casa per la cena della sera prima... rigorosamente composta da tanta pasta olio e parmigiano, per mia fortuna fatta a casa senza dovermi sorbire la pasta incollata tipica dei ristoranti stranieri! Gran fortuna la mia!
Dire che ho dormito sarebbe una grossa bugia, in realtà ho più vegliato sul mio sonno e la mattina quando suona la sveglia mi sento più stanca della sera prima, comincio davvero a farmela addosso e penso... "Stefania non è una maratona, 21km puoi farli!" Ma niente mi convince, ho paura, chiunque di voi ami questo sport sa benissimo che gli imprevisti sono dietro l'angolo, e questa paura penso resti a tutti, che sia la prima mezza maratona o che sia la decima maratona! 
L'aria fuori è fredda, il cielo è cupo, tira vento, tanto vento ma almeno non piove, questa è una gran cosa e spero che quel cielo nero resti solo tale.
Di corsa all'appuntamento con gli altri, l'aria è frizzante e gioiosa, dopo i saluti e  un pò di foto io, Cecilia e Flavia, destinate all'ultima griglia, (da buone tapascione alla prima esperienza) ce ne andiamo tranquille tranquille ai nostri posti, sappiamo bene che prima di noi dovranno partire ben 4 griglie più i top runners. Un muro umano davanti a noi, dovremmo essere 30 mila e a guardarci, lo siamo di certo, un mare infinito di colori e di persone, la musica che ci accompagna ad alto volume, in giro parenti e amici a salutarci! Che bello! Il viale larghissimo di Carl-Marx Allee è invaso e noi siamo pronte! Tra una tattica pre-gara e un controllo all'equipaggiamento, vedo spuntare di nuovo Niko, non convinto della sua griglia (per l'occasione la A!!!!) se n'è tornato zitto zitto in mezzo a noi comuni mortali! D'altronde essere asfaltato alla partenza non è poi una gran cosa, meglio superare a passi lunghi i tapascioni!
Partiti i top, partita la griglia A, la B,C,D... e noi? 
Dopo più di quaranta minuti di fare un passo non se ne parla! Argh... comincio a sentir freddo, ho buttato troppo presto l'impermeabile rubacchiato alla Roma Ostia che avevo portato per ripararmi, e nonostante l'allegria, l'adrenalina e l'aria di festa intorno a noi, l'ansia aumenta sempre più. 
La musica viene interrotta dallo sparo... l'urlo di tutti noi e finalmente si parte!
Inizia il mio percorso con la mia voglia di vedere Berlino con altri occhi, con gli occhi del runner, di farlo con il vento nei capelli, con le gambe stanche, con il naso gocciolante e con il fiato corto, io e la mia fatica. 
Il pensiero nel muovere i primi passi è: "sono felice, non voglio che finisca in fretta, me la voglio godere!". 
L'ho presa bene, visto che dovrò faticare per due ore e passa (eh si sono lentina!), questo mi rincuora! Mi domando ancora cosa assumiamo di così pesante da farci gioire "sull'uscio" di una faticata di ore! 
Intorno a noi ad ogni angolo, ogni singolo angolo, ci sono migliaia di persone, donne, bambini, padri, madri, fratelli, sorelle e ancora le bande, l'orchestra, i gruppi musicali, ogni tot km una musica diversa, le ballerine e le ragazze pon-pon! 
Che emozione, in Italia non siamo abituati, o quanto meno io a Roma, l'atmosfera è del tutto diversa e mi piace un sacco! Aspetto con ansia il passaggio sotto la porta di Brandeburgo, so che arriverà presto, è proprio ai primi km e quando accade realizzo che ce l'ho fatta, è arrivato quel giorno e lo sto vivendo.
Sorrisi, chiacchiere e siamo quasi a metà percorso, 10 km, il passo per ora è buono. Siamo felici! Purtroppo però al dodicesimo decido di abbandonare le mie compagne di viaggio, un bisogno impellente mi chiama e devo rispondere! Cavolo, non mi era mai capitato di dovermi fermare per fare pipì, ma proprio oggi doveva capitare? Correre con la vescica piena non è proprio il massimo quindi decido di fermarmi e di non rischiare, so che Cecilia e Flavia andranno per la loro strada, mi dicono di non forzare per riprenderle, di non consumare tutte le energie e io gli do retta, arriveranno al traguardo prima di me e l'unico dispiacere non è per i minuti di differenza, ma solo per non aver tagliato il traguardo con loro. 
Anyway, esplicata la pratica mi rimetto in marcia e da lì in poi fino al diciottesimo mi è sembrato di volare, non  che non sentissi la fatica, quella c'era e la sentivo tutta, ma i km sono passati uno dietro l'altro senza pesare sulla testa. Il tifo, i cartelloni, i piccoli bimbi pronti a darti il cinque, i fotografi e la musica incessante, tutto questo ha reso il viaggio mentalmente molto piacevole!
Peccato per un dolore al ginocchio che fa capolino, sono ormai al diciannovesimo e comincio a sentire il fiato corto dall'emozione, mi rendo conto che manca davvero poco ma che se il ginocchio continua a far male dovrò per forza rallentare il passo. E così accade, mi concedo gli ultimi due km con un passo un pochino più lento, non voglio rischiare, non voglio farmi male, ma appena girato l'angolo dell'arrivo a Karl Marx Alee, la mia velocità è di 5' a km... vuoi il vento a favore (che per tutto il tragitto era stato contro! Maledetto!) vuoi l'emozione, senza accorgermi ho preso il via. L'arco all'orizzonte diventa sempre più vicino, non mi guardo intorno, il mio sguardo è fisso al di là dell'arrivo, il bip del cip sul tappeto rosso, gli occhi e le braccia al cielo. Scoppio in un pianto di gioia liberatorio! Ce l'ho fatta. Ho chiuso la mia prima mezza maratona, qualunque sia il tempo non voglio guardare, ora ho solo voglia di piangere... di felicità! 

L'emozione di quel momento non si può raccontare e non è paragonabile a niente. Ci saranno nella vita altre soddisfazioni per me, ci saranno altre gioie, magari anche più grandi, ma sapere di aver corso una ventuno km, per me è qualcosa di impensabile fino ad un anno fa. Mi sento una vincitrice, sento di aver portato a casa una medaglia davvero "sudata" e non per il sudore sulla fronte, ma per tutte le prove affrontate. 
Le gioie e i dolori degli allenamenti, le sconfitte e le vittorie. I giorni di sconforto passati a dire non ce la farò mai e quelli di gioia nel vedermi migliorare. 
Grazie a chi mi è stato accanto, ha creduto in me, mi ha sostenuto senza mai mollarmi e a chi ha sopportato i miei sabati da semi pensionata, perchè domenica... domenica giorno di lungo!  Ai miei compagni di avventura perchè senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa, perchè si corre da soli e con le proprie gambe, ma in realtà non si è mai veramente soli. E come incitava un cartellone lungo il percorso che non dimenticherò mai: "You're all heroes!!" e un po' a dire il vero mi ci sento sul serio! 
Ora, siccome le cose a metà non mi sono in fondo mai piaciute: 42195???? 
Chi lo sa... to be continued...




lunedì 16 marzo 2015

20!

Le mie gambe, il mio cuore e la mia mente possono correre 20 km. Pioggia e vento a farmi compagnia, magari non veloce ma di certo inaffondabile. È cosí che mi sono sentita oggi. Ora sono davvero pronta! 



domenica 8 marzo 2015

18 again!



    8 marzo 2015... Un anno dopo. L'anno scorso oggi mi regalavo la possibilità di riprendere a correre dopo un lungo infortunio di 5 mesi, 4 km a passo di lumaca. Quest'anno mi sono regalata 18 km (sofferti!) in preparazione della mia prima mezza maratona! ‪#‎roadtoberlinhalfmarathon

mercoledì 4 marzo 2015

Un passo per il tuo cuore




    Alla base di tutto c'è la pubblicità... c'è chi investe in cartelloni pubblicitari o spot televisivi e chi invece organizza cose come questa per aumentare le vendite.
    Sto seguendo i passi e i cambiamenti di queste persone, nel fisico e nell'anima, persone che hanno deciso di cambiare la loro vita cominciando a correre ed arrivare a fare la loro prima mezza maratona.

    Mi emozionano, che posso farci!
    W la pubblicità sana se è questo il risultato!




    "Fin dove il cuore mi resse arditamente mi spinsi…" V. Cardarelli

Batteria scarica!


Capita di sentirsi scarichi, fisicamente stanchi, capita che la testa non trovi motivazione, capita che l'allenamento diventi un peso. Capita.
Ieri sera per la prima volta da quando mi alleno seriamente per la mezza maratona mi sono sentita completamente scarica, off, down... La testa già da giorni c'è poco e niente, i pensieri che occupano la mia mente sono di altro genere. Mi conosco e so come sono fatta.
Non uso la corsa come cura, no... per me la corsa è la "ciliegina sulla torta". Se sto male, se sono preoccupata, se ho problemi la corsa diventa difficile da gestire specie a questi ritmi.
Ad un mese dalla mia prima vera prova da runner mi sento completamente priva di forze, mentalmente distante e la testa sappiamo tutti che ruolo giochi.
Sono stanca.
Ieri l'allenamento prevedeva la prima uscita della mia tabella, ero certa che affrontare ripetute di quel genere, come prima volta, sarebbe stato difficile e sapevo di non essere al top, ma non pensavo di ritrovarmi in lacrime a metà allenamento! 
Eh già perché per la prima volta ero completamente disperata e certa di non riuscire a portare a termine l'allenamento come avrei voluto, perché la fatica è troppa e la testa deve esserci... ma la testa non c'è!
Non so, forse il pianto è stato più lo sfogo che fa parte del "gioco" (che poi a gioco aggiungerei la parola faticoso!) ma comunque mi sono ritrovata a piangere come una bambina che non riesce a fare qualcosa che ancora non ha imparato, che ancora non conosce bene, che si domanda come fare per riuscire ma che non trova risposte. Per quanto puoi impegnarti i limiti ci sono.
Per fortuna non ero sola, avere qualcuno con cui allenarsi in questa fase è importante e me ne accorgo ogni giorno di più. Asciugate insieme le lacrime ho ripreso l'allenamento, ma la fatica ormai ce l'avevo cucita addosso portandomi inevitabilmente a saltare 2 km rispetto alla tabella, questo oggi mi fa sentire ancora più sconfitta.
Chi lo sa, magari la batteria tornerà ad essere carica, sono testarda e caparbia, magari l'esperienza con il tempo mi insegnerà anche a saper incassare i colpi di questo sport, perché la corsa non è per niente facile. La corsa è uno degli sport forse più difficili.
Cercherò di ricaricare la batteria concedendomi quindi la possibilità di fallire, un mese passa in fretta ed io non voglio piangere, io voglio arrivare al traguardo ridendo!!! 



lunedì 9 febbraio 2015

Xmilia

Questo è lo spirito della corsa che non voglio perdere mai!



Xmilia 2015 - La mia prima da gara da 15 km

domenica 1 febbraio 2015

18 KM e sto...

Sposto le tende della finestra e... oddio! Il cielo è nero, lampi, tuoni e giù la grandine! Sono quasi le otto e tra poco più di un'ora dovrò uscire per affrontare il mio lungo domenicale, ma il tempo non è per nulla clemente oggi e cominciano ad arrivare i primi messaggi su fb con le prime defezioni. Correre sotto la grandine in effetti non è proprio il massimo della vita! L'idea di tornare al calduccio delle coperte mi attrae, ma come ogni volta, qualunque tempo imperversa fuori, la mia coscienza e la voglia di correre mi impongono in maniera imponente di non cedere alla pigrizia.  Così, preparo la colazione. Fuori ormai la strada è un manto bianco, la grandine sembra quasi neve e prego perché da lì a poco la bufera possa trasformarsi almeno in una umile pioggia. Accontentata! Alle nove esco e insieme al mio compagno di corsa ci dirigiamo verso il primo appuntamento davanti Castel Sant'Angelo, l'aria è fredda, oltre alla termica e la maglia tecnica leggera ho messo il kway, visti i km da affrontare e il cielo sopra di noi è meglio evitare di inzupparmi, ma non è comodo, si gonfia, è grande e a tratti sembra porre resistenza alla mia andatura. Diciamo pure che viene da un pacco gara e difficilmente quest'ultimi offrono taglie giuste per una piccoletta come me! La S sembra essere una L da uomo! 
Arrivati all'appuntamento il nostro compagno è già lì e insieme ci dirigiamo verso il secondo luogo previsto dove andremo a ricompattarci con il resto del gruppo. Dalle adesioni dovremmo essere tanti, non ho mai corso con un gruppo così grande in allenamento e un po' mi spaventa. Io non sono velocissima, mantengo la mia andatura fissa sui 6'-6.05' al km e da lì mi schiodo difficilmente sui lunghi. So che se voglio arrivare bene alla fine non devo forzare, per ora devo mettere km sulle gambe, voglio arrivare al traguardo della mia prima mezza maratona in maniera dignitosa, ma non mi serve il tempone, il mio obiettivo è solo quello di arrivare con il sorriso e sapere di avercela fatta mettendoci tutta me stessa. Devo imparare a gestire le gare lunghe e questo è un primo passo.
Il gruppo arriva, alla vista saremo una 20ina di persone e conosco i passi più o meno di tutti, alcuni di loro vanno davvero forte e per me oggi sarà dura stargli dietro! In fondo  questo però mi piace, non mi da fastidio, guardarli da lontano è un incentivo a fare sempre meglio e le pause vengono sfruttate dal gruppo per ricompattarsi.
Partiamo in direzione centro, il blocco delle auto ci aiuta a non trovare troppo traffico, arrivati a Piazza Farnese ci scappa la foto di rito, siamo colorati e le persone ci guardano incuriositi e forse anche un po' perplessi! Mi rendo conto che i primi vanno ad un passo di almeno 5' al km e che mi distanziano un bel pò, fortuna che nel centro ci sono quelli dal passo più tranquillo e seguo loro senza perderli di vista. Tonino torna indietro spesso a riprender Fulvia, oggi sembra un pochino più stanca del solito e capisco che a differenza della scorsa volta nessuno ha intenzione di aspettare, ognuno deve fare il suo allenamento, la maratona di Roma e la Roma Ostia si avvicinano e le persone più veloci non possono fermarsi in continuazione per aspettare noi lenti! Li capisco! Ma lo spirito di questi lunghi "acchiappa l'ultimo" è quello di non lasciare indietro nessuno e Tonino un po' stranito ci abbandona continuando da solo il suo lungo.
Mi dispiace, in fondo penso che sia normale non costringere chi va ad un passo più brillante di aspettare o tornare indietro a riprendere l'ultimo del gruppo, io non soffro molto il fatto di guardarli da lontano anzi mi da carica... ma per lui che crede nella compatezza del gruppo anche a passi diversi, non è andata proprio come sperava.
Comunque mi rimetto in marcia e ci dirigiamo verso una zona che non ho mai fatto in corsa. Devo esser sincera, il percorso non mi ispira, troppi tratti in mezzo alla strada senza neppure marciapiede e guardarsi continuamente intorno per non rischiare di finire schiacciati dalle macchine rallenta ancora di più la mia andatura.
Decido di mettere in bocca una pasticchetta Enervit (le sto provando tutte in allenamento per non rischiare in gara!) non è male, rispetto al gel almeno il sapore è decente e impasta meno la bocca. Meno dolce sembra quasi una caramella e noto che mi aiuta anche a non sentir quel fastidioso mal di stomaco che ultimamente mi accompagna. Oggi ho cercato di fare una colazione più sostanziosa e sembra che funzioni! 
Arrivati al tredicesimo km so di poterne fare ancora pochi con loro, ne hanno in previsione 28 e io mi fermerò intorno ai 18. Così alla prima occasione avviso Luca e da Ponte Milvio tirerò dritta sotto il lungotevere per raggiungere la ciclabile di Viale Angelico. Lascio che il gruppo vada davanti alla sua andatura senza più seguirli.
Nel frattempo avevamo perso Fulvia, ma di punto in bianco me la vedo rispuntare davanti! E' un carrarmato! Lei va alla sua andatura e non si ferma mai, magari sarà un pò lenta ma non si può dire che non ci metta tutto l'impegno del mondo e dopo i saluti ognuno riprende la sua strada.
Già da sotto il lungotevere, verso il 16mo noto che il mio passo si è abbassato, comincio a sentire dolore alla coscia destra, è poco tempo che faccio questo kilometraggio e credo sia normale. Non voglio forzare rischiando di farmi male, da un pò di giorni ho un leggero fastidio sotto il gluteo sinistro e non vorrei aggiungerne un altro! 
Spengo il garmin a 18.36 km con un passo medio di 6.06' al km... insomma il mio standard per ora è questo, non sarò veloce e non chiuderò la mia mezza sotto le due ore, ma non mi interessa. Mi sento soddisfatta, felice e stanca al punto giusto. La corsa è questo, per ora non voglio arrivare stremata, voglio arrivare felice! 
Anche oggi... JUST DO IT!




 

lunedì 26 gennaio 2015

Miguel...

"Credo che Miguel non sia mai andato via ma che anzi continui instancabilmente a correre per unire i popoli e città lontane..." Elvira Sanchez


La Corsa di Miguel - 25 gennaio 2015

lunedì 19 gennaio 2015

#roadtoberlinhalfmarathon

In 17,71 km di corsa in solitaria, il cuore ha davvero tanto da dire...


lunedì 12 gennaio 2015

Acchiappa l'ultimo!

Finalmente ho deciso di buttare dietro le spalle la vergogna per i miei tempi da tartaruga e di provare ad uscire in gruppo, forse è proprio correndo con persone più veloci ed esperte di me che posso migliorare! I lunghi sono difficili da affrontare non solo per la fatica, ma anche per la mente. Abituare il corpo è forse più semplice, abituare la mente a reggere la fatica dopo tanti km è molto più impegnativo.
L'obiettivo di ieri erano i 17 km, al sol pensiero la sera prima avevo i brividi, si perché 17 sono proprio tanti e fino a qualche tempo fa anche solo l'idea di superare i 10 mi metteva una certa ansia. Così a cena ho fatto il mio bel carico di carboidrati, in un buon ristorante, un bicchiere di vino in compagnia e a letto ad un orario più che dignitoso.
Mi alzo prima della sveglia, fuori il tempo non è dei migliori, è umido, durante la notte ha piovuto e le minacciose nuvole non fanno ben sperare.
Ho un nuovo amico in casa... un piccolo apparecchio per fare le centrifughe, lo volevo da tanto e alla fine ho ceduto, quale migliore occasione per provarlo in colazione pre-lungo?? Mele, kiwi, carote... il mix è perfetto, un delizioso concentrato di vitamine. Abbino a questo: un caffè, una barretta ai cereali e l'immancabile maltodestrina. Sono alla terza prova da quando ho cominciato ad usarle e ancora non mi abituo all'indigesto sapore!
Pantaloni lunghi, maglia termica, magliettina manica corta e paravento senza maniche... l'abbigliamento dei lunghi deve essere scelto con una certa attenzione, non bisogna mai rischiare di aver troppo caldo ma neppure di gelare, io cmq freddolosa come sono preferisco sempre avere un pò più caldo. In testa opto per lo scaldacollo che funziona anche da fascia, è in un tessuto tecnico e traspirante, ma se dovesse piovere almeno le orecchie resteranno al caldo. L'appuntamento è alle 10 sotto il lungotevere altezza discesa gianicolo, con il mio compagno di corsa muoviamo i primi passi, da casa passando per san pietro e scendendo a castel sant'angelo ci sono circa due km, e come riscaldamento non è male.
Il gruppo è puntuale e dopo i riti dei saluti si parte alla volta del nostro lungo! La strada è piena di fango in alcuni punti, le bici sfrecciano veloci e se non stai attento rischiano di schizzarti addosso tutta la poltiglia da terra. 
Inizio la mia corsa chiacchierando con Fulvia, lei ha un passo inferiore al mio e so che quel passo per me è troppo lento, decido così di salutarla e mettermi alla mia andatura.
Davanti a me va veloce Debora, mi stacca di almeno mezzo minuto e guardarla andare avanti un passo dopo l'altro, costante, per me è un grande incentivo a non mollare il mio ritmo!

Fulvia, Tonino, Debs, io e Christine!
Giornata di derby all'Olimpico ed il passaggio sotto lo  stadio non è forse la scelta giusta, la ciclabile è piena zeppa di poliziotti e cani. Sopra di noi campeggiano i loro camioncini antisommossa, i tifosi ne stanno alla larga, è già tutto in pieno fermento. 
Arrivati a Ponte Milvio ci fermiamo per qualche foto e inaspettatamente i miei compagni optano per un caffè. Io non cedo, anzi a dire il vero il fermarsi per troppo tempo non mi è congeniale, sono riuscita a spezzare il fiato da poco e lo stop per me è un deterrente. 
Comunque decidiamo di ripartire quasi subito, la scena è da film, la piazza è già sotto assedio, bombe carta e fumogeni. Penso... fate sport invece di starlo solo a guardare, magari vi sfogate un po'! Il calcio mi piace, ma quello che c'è intorno, non è proprio il massimo.
Archiviato il passaggio zona stadio, la pioggia comincia a scendere più incessante, ma ci rimettiamo in marcia ognuno al proprio ritmo per tornare indietro. Siamo a metà dell'opera e c'è ancora da trottare.
La particolarità di questi lunghi, ideati da Tonino (un ex ramarro) è quella di tornare indietro a riprendere l'ultimo ed è per questo che sono chiamati "acchiappa l'ultimo". La trovo una cosa molto carina e di grande incentivo. Tanti passi diversi, ma il sapere che prima o poi i primi ti verranno incontro per un sorriso e quattro chiacchiere è un toccasana. Tonino è forte, è un forte motivatore e devo dire che non fa mai male ricevere una scossa dopo tanti km specie quando sai che ne hai ancora tanti da correre.
Piano piano ci riavviciniamo alla zona di partenza, Fulvia è rimasta indietro e ogni tanto mi giro a guardare che ci sia. La strada scorre davanti a me, ne lascio indietro tanta, cerco di non pensare troppo a quanta strada manca e mi esalto invece pensando a quanta ne ho già macinata.
Al quindicesimo circa mi fermo per i saluti, loro proseguiranno fino a villa pamphili, si faranno la salita del gianicolo (un osso duro) e avrei voglia di provare, di andare anche oltre i 17 km, sono carica e con la mente potrei farcela, ma so che probabilmente mi inchioderei per la fatica. 
Le ginocchia hanno cominciato a far male e i polpacci si sono induriti parecchio, se c'è una cosa che ho imparato (a mie spese!) è che non bisogna mai esagerare o strafare. Perciò salutiamo tutti e con Niko ci rimettiamo in marcia per gli ultimi km. Sono felice ed è una sensazione bellissima, tutti quei km fatti con loro mi hanno riempita di gioia. So che ormai posso arrivare tranquillamente all'obiettivo della giornata. Gli ultimi metri sotto i musei vaticani (con tutti i turisti da evitare) sono quasi un gioco! Lo slalom è divertente, ma il ginocchio destro ora è proprio allo stremo, il dolore è sempre più forte. Devo abituare le mie articolazioni a così tanti km, sono solo all'inizio e il corpo ne risente.
Quando mi fermo ho il cuore al massimo, le gambe tremano, sono stanchissima ma anche piena di endorfine e cavolo... è super! Ogni passo di questo lungo mi parla di me, di quella grande forza che non pensavo neppure di avere. 

Non smetterò mai di godere del bello della corsa, non smetterò mai di provare la gioia infinita che ti dà! Lo prometto!


lunedì 29 dicembre 2014

"Quando stiamo per cominciare quasi sempre non ci va. E già superare quel momento è una vittoria. Poi man mano che andiamo avanti la fatica ci indurrebbe a fermarci e noi invece continuiamo. Non si è mai visto un runner fermarsi prima della fine del percorso che si è prefisso di fare! Solo un infortunio può bloccarlo e... deve essere grave. Le altre cose sono ininfluenti. La fatica, il vento, la pioggia. Niente esiste quando si corre! E' per questo che quando arriviamo alla fine, non importa quanto ci abbiamo messo, siamo sempre soddisfatti e in pace con noi stessi. Io ho sempre pensato che durante la corsa il nostro cervello è come se si sciacquasse da tutti i problemi che la vita ci riserba."
Edmondo Lello Mingione


mercoledì 17 dicembre 2014

compagnia in corsa...





Brivido Felino - Mina e Celentano

Ormai avevo pensato
ho voglia solo io di te
invece sento il profumo
che hai messo su stasera per me

Provo a fare finta che
ti resisto un po'
ma in fondo poi perché
qui è già calda l'atmosfera
sto con te stasera ci sto

Con un brivido felino sento che mi vuoi
la luce del camino spande su di noi
hai la voce che ti frema stringi le mie mani
mi chiami, mi chiami piano lo so
ora che anche tu mi vuoi

Adesso mentre mi baci
capisco che mi piaci perché
(quel mistero dentro te)
è affascinante davvero
sei quella che speravo per me

Provo a fare finta che
ti resisto ma
il gioco mi delude
e già calda l'atmosfera
da te vorrei stasera di più

Con un brivido felino sento che mi vuoi
il fuoco del camino brucia insieme a noi
hai la voce che ti frema
stringi le mie mani mi ami, mi ami

Con un brivido felino ora che ti dai
ti sento travolgente vero come sei
ho l'impulso di fermarti ma tanto non potrei
se ti muovi, ti muovi, come tu sai
e ti sento che mi vuoi

Brivido felino, brivido felino, brivido felino
brivido felino

Con un brivido felino, io potrei morire da
adesso per come mi prendi e ti dai
e ti sento che mi vuoi.

martedì 16 dicembre 2014

15 km

Domenica giorno di lungo. Per me oggi la parola lungo significa ancora dover affrontare un kilometraggio che per la gran parte dei runner datati è ormai acqua passata, ma d'altronde siamo partiti tutti da qui o no? La mezza maratona di Berlino comincia ad avvicinarsi e dentro di me cominciano ad insinuarsi i primi dubbi... mi sono sopravvalutata? ce la farò mai? sarò in grado? il mio corpo reggerà lo stress? Credo che sia normale avere dei dubbi, sono abituata ad allenarmi per gare che non superano mai i 10 km e mi sento un pesce fuor d'acqua. Ho paura di sbagliare, di non alimentarmi bene e a sufficienza, di affaticare troppo il fisico o di prepararlo poco.
Poi però mi dico che il lavoro fatto da quando a maggio ho ripreso a correre fino ad oggi, con l'aiuto di chi questo sport lo conosce bene e con la mia ormai attenzione a non lasciare nulla al caso, non è stato poi male e mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi e così, senza paura muovo i primi veri passi nella preparazione di una gara dal kilometraggio più importante. 
21,0975 km in fondo non sono uno scherzo, specie per chi come me è partito dal "re divano", con zero base fisica, zero base alimentare e con tanti, tanti fattori contrari. La mia tiroide malfunzionante di certo non aiuta, la mia forte anemia neppure. Come per tante altre cose, so che parto svantaggiata, ma questo non mi butta giù, metto solo in conto che devo fare attenzione e che molto probabilmente per alcune cose i risultati tarderanno ad arrivare, ma ci vuole solo più pazienza!
Dopo la gara di Fiumicino mi sentivo pronta per affrontare i miei primi 15 km e di cominciare a testare (meglio abituare il fisico e vederne la reazione!) un po' di energizzanti che saranno utili in gara. D'altronde ci sono e ci possono aiutare, quindi perché non farne uso? 
Così mi sono alzata e dopo la mia solita colazione, che a dire il vero non è mai tanto ricca perché il mio stomaco in corsa fa spesso i capricci, ho aperto una bustina di Enervit pre sport un'oretta prima dell'uscita e l'ho mandata giù un po' schifata (nonostante il sapore all'arancia per me rimane indigesta!) insieme ad un bel bicchiere d'acqua.
L'aria frizzantina di una domenica mattina di dicembre si fa sentire, indosso la maglia termica con un giacchetto tecnico facilmente sfilabile per assicurarmi di sentirmi libera di toglierlo velocemente in qualsiasi momento, un paio di guanti (sembrerà assurdo ma le mani durante tutto l'allenamento è difficile che mi si scaldino!) la piccola cintura portaoggetti alla prima prova e via alla scoperta di una Roma in pieno clima natalizio. Che bella!

L'idea, con il mio compagno di corsa, è di fare tutto il centro, sono io che guido il percorso, conosco ormai a memoria le distanze, so bene che aggiungendo qualche variazione al solito percorso dei 10, allungandoci un po' dal Colosseo al Circo Massimo, portandoci a casa la salita di via Merulana, la discesa di via Cavour e aggiungendo un kilometrino sotto  il lungotevere di Castel Sant'Angelo saremmo arrivati tranquillamente a 15 e così è stato. Nei primi km mi accorgo che sono leggermente affaticata e ho un leggero fastidio allo stomaco, il sapore della gelatina presa è rimasto in gola e mi ha lasciato un forte senso di disgusto che non mi fa ben pensare. Essendo la prima volta che assumevo questo genere di energizzanti sapevo che sarebbe potuto risultare troppo pesante e addirittura impedirmi di digerirlo.
Comunque i primi km, a prescindere, sono sempre i più faticosi, già abbandonare presto il letto in una fredda mattina di dicembre è cosa da pazzi, ma pensare di dover affrontare tanta fatica, mentalmente alle volte, è davvero pesante. Ma poi... poi quando vedi che sei già arrivato al quinto km e il fiato si è spezzato, le gambe vanno bene, il panorama è fantastico, da lì in poi pensi solo alla strada che stai facendo e non a quella che ti manca! 
Vai, vai fino a che ne hai, ed è questo che ho fatto domenica. Mi sono fatta trasportare dal corpo, lavorando sulla mente. Ho sofferto la salita Merulana, ho abbassato i ritmi di tanto, me la sono concessa senza affaticarmi troppo, a differenza delle altre volte la mia testa sapeva che aveva da correre ancora altri 5 km oltre i quasi 10 già fatti ed ha impedito alle gambe (che invece ne avevano!) di affaticarsi. D'altronde dopo la salita c'è la bella discesa Cavour e lì si può tirare un sospiro di sollievo e riprendere un po' di fiato oltre che un buon ritmo. 
Al dodicesimo sono al massimo del kilometraggio affrontato di seguito dalle mie gambe fino ad ora, da lì in poi so che ogni km in più sarà una conquista, lo stomaco non da più fastidio, la fatica c'è e i quadricipiti fanno male, ma non voglio mollare, non ora che l'orologio segna i 13 km abbondanti, salire i gradini del lungotevere però mi dà il colpo di grazia, qui vorrei stoppare. Li faccio camminando, ma risalendo davanti a me si apre la vista della Basilica di San Pietro e mi dico... cavolo, se loro sono riusciti a far questo, io devo riuscire a fare i miei 15 km! Riprendo a correre più forte.
Spengo il Garmin a 15.100 metri... 15 km con una media di 6.05 circa al km. Come prima volta non male! Lo stretching ci aiuta ad allungare i muscoli contratti, un cappuccino e un cornetto al bar a ridarci forza. 
Una domenica speciale, fatta anche di tanti doloretti post corsa, ma fino a che senti dolore vuol dire che sei vivo! Ho cominciato a vederla così e questa cosa... mi piace! 



giovedì 11 dicembre 2014

Costruire...

Chiudi gli occhi
Immagina una gioia
Molto probabilmente
Penseresti a una partenza

Ah si vivesse solo di inizi
Di eccitazioni da prima volta
Quando tutto ti sorprende e
Nulla ti appartiene ancora

Penseresti all'odore di un libro nuovo
A quello di vernice fresca
A un regalo da scartare
Al giorno prima della festa

Al 21 marzo al primo abbraccio
A una matita intera, alla primavera
Alla paura del debutto
Al tremore dell'esordio
Ma tra la partenza e il traguardo

Nel mezzo c'è tutto il resto
E tutto il resto è giorno dopo giorno
E giorno dopo giorno è
Silenziosamente costruire
E costruire è potere e sapere
Rinunciare alla perfezione

Ma il finale è di certo più teatrale
Così di ogni storia ricordi solo
La sua conclusione

Così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
Un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
Tra l'attesa e il suo compimento
Tra il primo tema e il testamento

Nel mezzo c'è tutto il resto
E tutto il resto è giorno dopo giorno
E giorno dopo giorno è
Silenziosamente costruire
E costruire è sapere e potere  
Rinunciare alla perfezione

Ti stringo le mani
Rimani qui
Cadrà la neve
A breve




martedì 9 dicembre 2014

La Best Woman e il mio PB!

Ho atteso a lungo questa gara, forse perché è la gara con maggiori premi femminili, perché porta il nostro nome o forse perché essendo fatta per la maggiore da un percorso piatto piatto ho sperato e mi sono allenata per raggiungere il mio obiettivo. I 10 km sotto l'ora in gara.
Sono scesa spesso in allenamento sotto questa soglia, il moribondo è un ricordo lontano già da un po', ma in gara non c'ero ancora riuscita. Sarà per l'ansia che mi accompagna, sarà per l'inesperienza che ancora ho nel saper gestire le gare o per la mole di gente che ogni volta fatico a superare, ma non ero riuscita ancora a portare a casa questo risultato.
Nelle settimane precedenti però, mi sono allenata e preparata. La testa fa tanto e ancor di più in gara, la spinta che ci diamo per raggiungere determinati obiettivi arriva tutta da lì, le gambe sanno che possono fare tranquillamente il loro lavoro, se non infortunate o doloranti, sanno che possono arrivare a correre anche ad una velocità maggiore, ma la testa, la testa gioca il ruolo fondamentale quando la stanchezza fa capolino.
La mattinata inizia allegra in macchina con Lise, un caffè per darci un po' di carica visti i visi assonnati, la grande allegria del gazebo, le foto in compagnia, i saluti e l'immancabile fila al bagno che mi fa perdere la foto di gruppo!

Pronta sulla linea di partenza, zeppa e colma di gente, riesco a partire a pochi secondi dallo sparo, so che tutte le persone accanto a me da lì a poco non saranno neppure più visibili alla mia vista, ma poco male, il mio passo è lento rispetto alla maggior parte dei partecipanti e anche i tanti che mi sono dietro, mi supereranno staccandomi di un bel po'. I miei compagni di squadra passano incitandomi e io ne sono felice, mi danno carica! Non soffro questa cosa, so che il mio passo è quello e non me ne faccio un problema, allenamento e costanza stanno premiando la mia caparbietà e questo per ora basta a rendermi felice ed entusiasta!
Decido di partire sui 5.50'- 5.55' di media e di mantenere questo ritmo il più possibile, mi accorgo subito che sono in giornata, che ce la faccio e che a differenza di tante altre volte senza neppure guardare il garmin resto costante su quella andatura senza faticare troppo. I primi 5 km scorrono tranquilli, la musica nelle orecchie e i miei pensieri a farmi compagnia. Alcuni sono forti e duri da gestire, contrastanti e occupano la mia mente fin dall'inizio, ma riesco a gestirli. Un tempo i pensieri prendevano il sopravvento su di me, la facevano da padrone e spesso, troppo spesso, il risultato di un allenamento dipendeva da quanto pesanti fossero, più lo erano e più era difficile portare a casa un buon risultato. In un certo senso, "loro comandavano, io ubbidivo", mi capitava così ed è stato difficile cambiare questa cosa, ho lavorato tanto su di me. Oggi non è più così, è da queste cose che mi accorgo di quanto io sia cresciuta nel mio rapporto con la corsa, oggi ne faccio solo buon uso! 
Comunque la fatica arriva intorno al sesto/settimo km, il fiato ormai è spezzato e le gambe vanno, ma il lungomare di Fiumicino con il sole alto in faccia non mi regala buone sensazioni, è fastidioso e dai ristoranti lungo via arrivano odori di tutti i tipi, alcuni sgradevoli altri molto gradevoli, dalla frittura al pesce al forno, insomma... lo stomaco reclama, la fatica anche! Nonostante questo però, capisco che posso mantenere il mio tempo, magari si alzerà di un pochino ma non sta crescendo di molto e devo stringere i denti, ci siamo quasi! Ottavo, nono... sono costante e posso farcela mi ripeto, arrivo sulla pista di atletica, mi guardo attorno, so che la maggior parte dei miei compagni sono già arrivati, il fiato si fa sempre più corto, spingo sempre più, in ogni angolo del corpo sento fatica, il viso è tirato ma sono grintosa, il mio Garmin mi dice che sono sotto l'ora, ora devo solo spingere gli ultimi metri... arrivo, finito ed alzo le braccia al cielo. 59.30' il tempo finale, sono felicissima! Ce l'ho fatta. 
Mi ero data un obiettivo e l'ho raggiunto, non è il tempo in sé per sé (voglio dire c'è ancora tanto e tanto margine di miglioramento) ma è l'essermi data un obiettivo e averlo raggiunto che mi rende felice e questa felicità la devo solo a me stessa. Un tempo mi appoggiavo, oggi mi sostengo da sola, oggi sono una runner!



venerdì 21 novembre 2014

L'anima vola

L'anima vola

Elisa

Le basta solo un po' d'aria nuova
Se mi guardi negli occhi
Cercami il cuore
Non perderti nei suoi riflessi
Non mi comprare niente
Sorriderò se ti accorgi di me fra la gente
Sì che è importante
Che io sia per te in ogni posto
In ogni caso quella di sempre

Un bacio è come il vento
Quando arriva piano però muove tutto quanto
E un'anima forte che sa stare sola
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora

E se ti cerca è soltanto perché
L'anima osa
E' lei che si perde
Poi si ritrova
E come balla
Quando si accorge che sei lì a guardarla

Non mi portare niente
Mi basta fermare insieme a te un istante
E se mi riesce
Poi ti saprò riconoscere anche tra mille tempeste

Un bacio è come il vento
Quando soffia piano però muove tutto quanto
E un'anima forte che non ha paura
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
E se ti cerca è soltanto perché

Mica si perde
Non si nasconde
Cosa le serve
Mica si spegne...


lunedì 17 novembre 2014

Corriamo al Tiburtino

Foto Gianfranco Bartolini 

Corriamo al Tiburtino non offriva di certo la bellezza del centro di Roma, eppure non mi è dispiaciuta! Concentrata sulla mia corsa, sognante con la musica nelle orecchie, un passo non velocissimo ma costante e un leggero dolore di stomaco negli ultimi due km a farmi compagnia in un percorso di piccoli sali e scendi che non mi aspettavo. Insomma, ogni corsa ha la sua storia, ogni corsa racconta qualcosa di me, proprio come questa foto. 

Love this game! 




mercoledì 12 novembre 2014

abbracci...

Dentro ad un abbraccio puoi fare di tutto.
Sorridere e piangere.
Rinascere e morire.
Oppure fermarti a tremarci dentro.
Come fosse l'ultimo...


Senti che fuori piove, senti che bel rumore....





Sally cammina per la strada senza nemmeno
guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione, debolezza
per ogni candida carezza
tanto per non sentire l'amarezza

Senti che fuori piove
senti che bel rumore

Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia

Senti che fuori piove
senti che bel rumore

Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po' male
forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento
e come se fosse l'ultimo

Sally cammina per la strada leggera
ormai è sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s'è salvato
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così
forse ma forse ma si

Cosa vuoi che ti dica io?
senti che bel rumore