Finalmente ho deciso di buttare dietro le spalle la vergogna per i miei tempi da tartaruga e di provare ad uscire in gruppo, forse è proprio correndo con persone più veloci ed esperte di me che posso migliorare! I lunghi sono difficili da affrontare non solo per la fatica, ma anche per la mente. Abituare il corpo è forse più semplice, abituare la mente a reggere la fatica dopo tanti km è molto più impegnativo.
L'obiettivo di ieri erano i 17 km, al sol pensiero la sera prima avevo i brividi, si perché 17 sono proprio tanti e fino a qualche tempo fa anche solo l'idea di superare i 10 mi metteva una certa ansia. Così a cena ho fatto il mio bel carico di carboidrati, in un buon ristorante, un bicchiere di vino in compagnia e a letto ad un orario più che dignitoso.
Mi alzo prima della sveglia, fuori il tempo non è dei migliori, è umido, durante la notte ha piovuto e le minacciose nuvole non fanno ben sperare.
Ho un nuovo amico in casa... un piccolo apparecchio per fare le centrifughe, lo volevo da tanto e alla fine ho ceduto, quale migliore occasione per provarlo in colazione pre-lungo?? Mele, kiwi, carote... il mix è perfetto, un delizioso concentrato di vitamine. Abbino a questo: un caffè, una barretta ai cereali e l'immancabile maltodestrina. Sono alla terza prova da quando ho cominciato ad usarle e ancora non mi abituo all'indigesto sapore!
Pantaloni lunghi, maglia termica, magliettina manica corta e paravento senza maniche... l'abbigliamento dei lunghi deve essere scelto con una certa attenzione, non bisogna mai rischiare di aver troppo caldo ma neppure di gelare, io cmq freddolosa come sono preferisco sempre avere un pò più caldo. In testa opto per lo scaldacollo che funziona anche da fascia, è in un tessuto tecnico e traspirante, ma se dovesse piovere almeno le orecchie resteranno al caldo. L'appuntamento è alle 10 sotto il lungotevere altezza discesa gianicolo, con il mio compagno di corsa muoviamo i primi passi, da casa passando per san pietro e scendendo a castel sant'angelo ci sono circa due km, e come riscaldamento non è male.
Il gruppo è puntuale e dopo i riti dei saluti si parte alla volta del nostro lungo! La strada è piena di fango in alcuni punti, le bici sfrecciano veloci e se non stai attento rischiano di schizzarti addosso tutta la poltiglia da terra.
Inizio la mia corsa chiacchierando con Fulvia, lei ha un passo inferiore al mio e so che quel passo per me è troppo lento, decido così di salutarla e mettermi alla mia andatura.
Davanti a me va veloce Debora, mi stacca di almeno mezzo minuto e guardarla andare avanti un passo dopo l'altro, costante, per me è un grande incentivo a non mollare il mio ritmo!
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| Fulvia, Tonino, Debs, io e Christine! |
Arrivati a Ponte Milvio ci fermiamo per qualche foto e inaspettatamente i miei compagni optano per un caffè. Io non cedo, anzi a dire il vero il fermarsi per troppo tempo non mi è congeniale, sono riuscita a spezzare il fiato da poco e lo stop per me è un deterrente.
Comunque decidiamo di ripartire quasi subito, la scena è da film, la piazza è già sotto assedio, bombe carta e fumogeni. Penso... fate sport invece di starlo solo a guardare, magari vi sfogate un po'! Il calcio mi piace, ma quello che c'è intorno, non è proprio il massimo.
Archiviato il passaggio zona stadio, la pioggia comincia a scendere più incessante, ma ci rimettiamo in marcia ognuno al proprio ritmo per tornare indietro. Siamo a metà dell'opera e c'è ancora da trottare.
La particolarità di questi lunghi, ideati da Tonino (un ex ramarro) è quella di tornare indietro a riprendere l'ultimo ed è per questo che sono chiamati "acchiappa l'ultimo". La trovo una cosa molto carina e di grande incentivo. Tanti passi diversi, ma il sapere che prima o poi i primi ti verranno incontro per un sorriso e quattro chiacchiere è un toccasana. Tonino è forte, è un forte motivatore e devo dire che non fa mai male ricevere una scossa dopo tanti km specie quando sai che ne hai ancora tanti da correre.
Piano piano ci riavviciniamo alla zona di partenza, Fulvia è rimasta indietro e ogni tanto mi giro a guardare che ci sia. La strada scorre davanti a me, ne lascio indietro tanta, cerco di non pensare troppo a quanta strada manca e mi esalto invece pensando a quanta ne ho già macinata.
Al quindicesimo circa mi fermo per i saluti, loro proseguiranno fino a villa pamphili, si faranno la salita del gianicolo (un osso duro) e avrei voglia di provare, di andare anche oltre i 17 km, sono carica e con la mente potrei farcela, ma so che probabilmente mi inchioderei per la fatica.
Le ginocchia hanno cominciato a far male e i polpacci si sono induriti parecchio, se c'è una cosa che ho imparato (a mie spese!) è che non bisogna mai esagerare o strafare. Perciò salutiamo tutti e con Niko ci rimettiamo in marcia per gli ultimi km. Sono felice ed è una sensazione bellissima, tutti quei km fatti con loro mi hanno riempita di gioia. So che ormai posso arrivare tranquillamente all'obiettivo della giornata. Gli ultimi metri sotto i musei vaticani (con tutti i turisti da evitare) sono quasi un gioco! Lo slalom è divertente, ma il ginocchio destro ora è proprio allo stremo, il dolore è sempre più forte. Devo abituare le mie articolazioni a così tanti km, sono solo all'inizio e il corpo ne risente.
Quando mi fermo ho il cuore al massimo, le gambe tremano, sono stanchissima ma anche piena di endorfine e cavolo... è super! Ogni passo di questo lungo mi parla di me, di quella grande forza che non pensavo neppure di avere.
Non smetterò mai di godere del bello della corsa, non smetterò mai di provare la gioia infinita che ti dà! Lo prometto!
Le ginocchia hanno cominciato a far male e i polpacci si sono induriti parecchio, se c'è una cosa che ho imparato (a mie spese!) è che non bisogna mai esagerare o strafare. Perciò salutiamo tutti e con Niko ci rimettiamo in marcia per gli ultimi km. Sono felice ed è una sensazione bellissima, tutti quei km fatti con loro mi hanno riempita di gioia. So che ormai posso arrivare tranquillamente all'obiettivo della giornata. Gli ultimi metri sotto i musei vaticani (con tutti i turisti da evitare) sono quasi un gioco! Lo slalom è divertente, ma il ginocchio destro ora è proprio allo stremo, il dolore è sempre più forte. Devo abituare le mie articolazioni a così tanti km, sono solo all'inizio e il corpo ne risente.
Quando mi fermo ho il cuore al massimo, le gambe tremano, sono stanchissima ma anche piena di endorfine e cavolo... è super! Ogni passo di questo lungo mi parla di me, di quella grande forza che non pensavo neppure di avere.
Non smetterò mai di godere del bello della corsa, non smetterò mai di provare la gioia infinita che ti dà! Lo prometto!


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