martedì 9 dicembre 2014

La Best Woman e il mio PB!

Ho atteso a lungo questa gara, forse perché è la gara con maggiori premi femminili, perché porta il nostro nome o forse perché essendo fatta per la maggiore da un percorso piatto piatto ho sperato e mi sono allenata per raggiungere il mio obiettivo. I 10 km sotto l'ora in gara.
Sono scesa spesso in allenamento sotto questa soglia, il moribondo è un ricordo lontano già da un po', ma in gara non c'ero ancora riuscita. Sarà per l'ansia che mi accompagna, sarà per l'inesperienza che ancora ho nel saper gestire le gare o per la mole di gente che ogni volta fatico a superare, ma non ero riuscita ancora a portare a casa questo risultato.
Nelle settimane precedenti però, mi sono allenata e preparata. La testa fa tanto e ancor di più in gara, la spinta che ci diamo per raggiungere determinati obiettivi arriva tutta da lì, le gambe sanno che possono fare tranquillamente il loro lavoro, se non infortunate o doloranti, sanno che possono arrivare a correre anche ad una velocità maggiore, ma la testa, la testa gioca il ruolo fondamentale quando la stanchezza fa capolino.
La mattinata inizia allegra in macchina con Lise, un caffè per darci un po' di carica visti i visi assonnati, la grande allegria del gazebo, le foto in compagnia, i saluti e l'immancabile fila al bagno che mi fa perdere la foto di gruppo!

Pronta sulla linea di partenza, zeppa e colma di gente, riesco a partire a pochi secondi dallo sparo, so che tutte le persone accanto a me da lì a poco non saranno neppure più visibili alla mia vista, ma poco male, il mio passo è lento rispetto alla maggior parte dei partecipanti e anche i tanti che mi sono dietro, mi supereranno staccandomi di un bel po'. I miei compagni di squadra passano incitandomi e io ne sono felice, mi danno carica! Non soffro questa cosa, so che il mio passo è quello e non me ne faccio un problema, allenamento e costanza stanno premiando la mia caparbietà e questo per ora basta a rendermi felice ed entusiasta!
Decido di partire sui 5.50'- 5.55' di media e di mantenere questo ritmo il più possibile, mi accorgo subito che sono in giornata, che ce la faccio e che a differenza di tante altre volte senza neppure guardare il garmin resto costante su quella andatura senza faticare troppo. I primi 5 km scorrono tranquilli, la musica nelle orecchie e i miei pensieri a farmi compagnia. Alcuni sono forti e duri da gestire, contrastanti e occupano la mia mente fin dall'inizio, ma riesco a gestirli. Un tempo i pensieri prendevano il sopravvento su di me, la facevano da padrone e spesso, troppo spesso, il risultato di un allenamento dipendeva da quanto pesanti fossero, più lo erano e più era difficile portare a casa un buon risultato. In un certo senso, "loro comandavano, io ubbidivo", mi capitava così ed è stato difficile cambiare questa cosa, ho lavorato tanto su di me. Oggi non è più così, è da queste cose che mi accorgo di quanto io sia cresciuta nel mio rapporto con la corsa, oggi ne faccio solo buon uso! 
Comunque la fatica arriva intorno al sesto/settimo km, il fiato ormai è spezzato e le gambe vanno, ma il lungomare di Fiumicino con il sole alto in faccia non mi regala buone sensazioni, è fastidioso e dai ristoranti lungo via arrivano odori di tutti i tipi, alcuni sgradevoli altri molto gradevoli, dalla frittura al pesce al forno, insomma... lo stomaco reclama, la fatica anche! Nonostante questo però, capisco che posso mantenere il mio tempo, magari si alzerà di un pochino ma non sta crescendo di molto e devo stringere i denti, ci siamo quasi! Ottavo, nono... sono costante e posso farcela mi ripeto, arrivo sulla pista di atletica, mi guardo attorno, so che la maggior parte dei miei compagni sono già arrivati, il fiato si fa sempre più corto, spingo sempre più, in ogni angolo del corpo sento fatica, il viso è tirato ma sono grintosa, il mio Garmin mi dice che sono sotto l'ora, ora devo solo spingere gli ultimi metri... arrivo, finito ed alzo le braccia al cielo. 59.30' il tempo finale, sono felicissima! Ce l'ho fatta. 
Mi ero data un obiettivo e l'ho raggiunto, non è il tempo in sé per sé (voglio dire c'è ancora tanto e tanto margine di miglioramento) ma è l'essermi data un obiettivo e averlo raggiunto che mi rende felice e questa felicità la devo solo a me stessa. Un tempo mi appoggiavo, oggi mi sostengo da sola, oggi sono una runner!



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