Domenica giorno di lungo. Per me oggi la parola lungo significa ancora dover affrontare un kilometraggio che per la gran parte dei runner datati è ormai acqua passata, ma d'altronde siamo partiti tutti da qui o no? La mezza maratona di Berlino comincia ad avvicinarsi e dentro di me cominciano ad insinuarsi i primi dubbi... mi sono sopravvalutata? ce la farò mai? sarò in grado? il mio corpo reggerà lo stress? Credo che sia normale avere dei dubbi, sono abituata ad allenarmi per gare che non superano mai i 10 km e mi sento un pesce fuor d'acqua. Ho paura di sbagliare, di non alimentarmi bene e a sufficienza, di affaticare troppo il fisico o di prepararlo poco.
Poi però mi dico che il lavoro fatto da quando a maggio ho ripreso a correre fino ad oggi, con l'aiuto di chi questo sport lo conosce bene e con la mia ormai attenzione a non lasciare nulla al caso, non è stato poi male e mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi e così, senza paura muovo i primi veri passi nella preparazione di una gara dal kilometraggio più importante.
21,0975 km in fondo non sono uno scherzo, specie per chi come me è partito dal "re divano", con zero base fisica, zero base alimentare e con tanti, tanti fattori contrari. La mia tiroide malfunzionante di certo non aiuta, la mia forte anemia neppure. Come per tante altre cose, so che parto svantaggiata, ma questo non mi butta giù, metto solo in conto che devo fare attenzione e che molto probabilmente per alcune cose i risultati tarderanno ad arrivare, ma ci vuole solo più pazienza!
Dopo la gara di Fiumicino mi sentivo pronta per affrontare i miei primi 15 km e di cominciare a testare (meglio abituare il fisico e vederne la reazione!) un po' di energizzanti che saranno utili in gara. D'altronde ci sono e ci possono aiutare, quindi perché non farne uso?
Così mi sono alzata e dopo la mia solita colazione, che a dire il vero non è mai tanto ricca perché il mio stomaco in corsa fa spesso i capricci, ho aperto una bustina di Enervit pre sport un'oretta prima dell'uscita e l'ho mandata giù un po' schifata (nonostante il sapore all'arancia per me rimane indigesta!) insieme ad un bel bicchiere d'acqua.
L'aria frizzantina di una domenica mattina di dicembre si fa sentire, indosso la maglia termica con un giacchetto tecnico facilmente sfilabile per assicurarmi di sentirmi libera di toglierlo velocemente in qualsiasi momento, un paio di guanti (sembrerà assurdo ma le mani durante tutto l'allenamento è difficile che mi si scaldino!) la piccola cintura portaoggetti alla prima prova e via alla scoperta di una Roma in pieno clima natalizio. Che bella!
L'idea, con il mio compagno di corsa, è di fare tutto il centro, sono io che guido il percorso, conosco ormai a memoria le distanze, so bene che aggiungendo qualche variazione al solito percorso dei 10, allungandoci un po' dal Colosseo al Circo Massimo, portandoci a casa la salita di via Merulana, la discesa di via Cavour e aggiungendo un kilometrino sotto il lungotevere di Castel Sant'Angelo saremmo arrivati tranquillamente a 15 e così è stato. Nei primi km mi accorgo che sono leggermente affaticata e ho un leggero fastidio allo stomaco, il sapore della gelatina presa è rimasto in gola e mi ha lasciato un forte senso di disgusto che non mi fa ben pensare. Essendo la prima volta che assumevo questo genere di energizzanti sapevo che sarebbe potuto risultare troppo pesante e addirittura impedirmi di digerirlo.
Comunque i primi km, a prescindere, sono sempre i più faticosi, già abbandonare presto il letto in una fredda mattina di dicembre è cosa da pazzi, ma pensare di dover affrontare tanta fatica, mentalmente alle volte, è davvero pesante. Ma poi... poi quando vedi che sei già arrivato al quinto km e il fiato si è spezzato, le gambe vanno bene, il panorama è fantastico, da lì in poi pensi solo alla strada che stai facendo e non a quella che ti manca!
Vai, vai fino a che ne hai, ed è questo che ho fatto domenica. Mi sono fatta trasportare dal corpo, lavorando sulla mente. Ho sofferto la salita Merulana, ho abbassato i ritmi di tanto, me la sono concessa senza affaticarmi troppo, a differenza delle altre volte la mia testa sapeva che aveva da correre ancora altri 5 km oltre i quasi 10 già fatti ed ha impedito alle gambe (che invece ne avevano!) di affaticarsi. D'altronde dopo la salita c'è la bella discesa Cavour e lì si può tirare un sospiro di sollievo e riprendere un po' di fiato oltre che un buon ritmo.
Al dodicesimo sono al massimo del kilometraggio affrontato di seguito dalle mie gambe fino ad ora, da lì in poi so che ogni km in più sarà una conquista, lo stomaco non da più fastidio, la fatica c'è e i quadricipiti fanno male, ma non voglio mollare, non ora che l'orologio segna i 13 km abbondanti, salire i gradini del lungotevere però mi dà il colpo di grazia, qui vorrei stoppare. Li faccio camminando, ma risalendo davanti a me si apre la vista della Basilica di San Pietro e mi dico... cavolo, se loro sono riusciti a far questo, io devo riuscire a fare i miei 15 km! Riprendo a correre più forte.
Spengo il Garmin a 15.100 metri... 15 km con una media di 6.05 circa al km. Come prima volta non male! Lo stretching ci aiuta ad allungare i muscoli contratti, un cappuccino e un cornetto al bar a ridarci forza.
Una domenica speciale, fatta anche di tanti doloretti post corsa, ma fino a che senti dolore vuol dire che sei vivo! Ho cominciato a vederla così e questa cosa... mi piace!
Così mi sono alzata e dopo la mia solita colazione, che a dire il vero non è mai tanto ricca perché il mio stomaco in corsa fa spesso i capricci, ho aperto una bustina di Enervit pre sport un'oretta prima dell'uscita e l'ho mandata giù un po' schifata (nonostante il sapore all'arancia per me rimane indigesta!) insieme ad un bel bicchiere d'acqua.
L'aria frizzantina di una domenica mattina di dicembre si fa sentire, indosso la maglia termica con un giacchetto tecnico facilmente sfilabile per assicurarmi di sentirmi libera di toglierlo velocemente in qualsiasi momento, un paio di guanti (sembrerà assurdo ma le mani durante tutto l'allenamento è difficile che mi si scaldino!) la piccola cintura portaoggetti alla prima prova e via alla scoperta di una Roma in pieno clima natalizio. Che bella!
L'idea, con il mio compagno di corsa, è di fare tutto il centro, sono io che guido il percorso, conosco ormai a memoria le distanze, so bene che aggiungendo qualche variazione al solito percorso dei 10, allungandoci un po' dal Colosseo al Circo Massimo, portandoci a casa la salita di via Merulana, la discesa di via Cavour e aggiungendo un kilometrino sotto il lungotevere di Castel Sant'Angelo saremmo arrivati tranquillamente a 15 e così è stato. Nei primi km mi accorgo che sono leggermente affaticata e ho un leggero fastidio allo stomaco, il sapore della gelatina presa è rimasto in gola e mi ha lasciato un forte senso di disgusto che non mi fa ben pensare. Essendo la prima volta che assumevo questo genere di energizzanti sapevo che sarebbe potuto risultare troppo pesante e addirittura impedirmi di digerirlo.Comunque i primi km, a prescindere, sono sempre i più faticosi, già abbandonare presto il letto in una fredda mattina di dicembre è cosa da pazzi, ma pensare di dover affrontare tanta fatica, mentalmente alle volte, è davvero pesante. Ma poi... poi quando vedi che sei già arrivato al quinto km e il fiato si è spezzato, le gambe vanno bene, il panorama è fantastico, da lì in poi pensi solo alla strada che stai facendo e non a quella che ti manca!
Vai, vai fino a che ne hai, ed è questo che ho fatto domenica. Mi sono fatta trasportare dal corpo, lavorando sulla mente. Ho sofferto la salita Merulana, ho abbassato i ritmi di tanto, me la sono concessa senza affaticarmi troppo, a differenza delle altre volte la mia testa sapeva che aveva da correre ancora altri 5 km oltre i quasi 10 già fatti ed ha impedito alle gambe (che invece ne avevano!) di affaticarsi. D'altronde dopo la salita c'è la bella discesa Cavour e lì si può tirare un sospiro di sollievo e riprendere un po' di fiato oltre che un buon ritmo.
Al dodicesimo sono al massimo del kilometraggio affrontato di seguito dalle mie gambe fino ad ora, da lì in poi so che ogni km in più sarà una conquista, lo stomaco non da più fastidio, la fatica c'è e i quadricipiti fanno male, ma non voglio mollare, non ora che l'orologio segna i 13 km abbondanti, salire i gradini del lungotevere però mi dà il colpo di grazia, qui vorrei stoppare. Li faccio camminando, ma risalendo davanti a me si apre la vista della Basilica di San Pietro e mi dico... cavolo, se loro sono riusciti a far questo, io devo riuscire a fare i miei 15 km! Riprendo a correre più forte.
Spengo il Garmin a 15.100 metri... 15 km con una media di 6.05 circa al km. Come prima volta non male! Lo stretching ci aiuta ad allungare i muscoli contratti, un cappuccino e un cornetto al bar a ridarci forza.
Una domenica speciale, fatta anche di tanti doloretti post corsa, ma fino a che senti dolore vuol dire che sei vivo! Ho cominciato a vederla così e questa cosa... mi piace!

Grande!!!
RispondiEliminaGrazie Robi!! :D
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