domenica 1 febbraio 2015

18 KM e sto...

Sposto le tende della finestra e... oddio! Il cielo è nero, lampi, tuoni e giù la grandine! Sono quasi le otto e tra poco più di un'ora dovrò uscire per affrontare il mio lungo domenicale, ma il tempo non è per nulla clemente oggi e cominciano ad arrivare i primi messaggi su fb con le prime defezioni. Correre sotto la grandine in effetti non è proprio il massimo della vita! L'idea di tornare al calduccio delle coperte mi attrae, ma come ogni volta, qualunque tempo imperversa fuori, la mia coscienza e la voglia di correre mi impongono in maniera imponente di non cedere alla pigrizia.  Così, preparo la colazione. Fuori ormai la strada è un manto bianco, la grandine sembra quasi neve e prego perché da lì a poco la bufera possa trasformarsi almeno in una umile pioggia. Accontentata! Alle nove esco e insieme al mio compagno di corsa ci dirigiamo verso il primo appuntamento davanti Castel Sant'Angelo, l'aria è fredda, oltre alla termica e la maglia tecnica leggera ho messo il kway, visti i km da affrontare e il cielo sopra di noi è meglio evitare di inzupparmi, ma non è comodo, si gonfia, è grande e a tratti sembra porre resistenza alla mia andatura. Diciamo pure che viene da un pacco gara e difficilmente quest'ultimi offrono taglie giuste per una piccoletta come me! La S sembra essere una L da uomo! 
Arrivati all'appuntamento il nostro compagno è già lì e insieme ci dirigiamo verso il secondo luogo previsto dove andremo a ricompattarci con il resto del gruppo. Dalle adesioni dovremmo essere tanti, non ho mai corso con un gruppo così grande in allenamento e un po' mi spaventa. Io non sono velocissima, mantengo la mia andatura fissa sui 6'-6.05' al km e da lì mi schiodo difficilmente sui lunghi. So che se voglio arrivare bene alla fine non devo forzare, per ora devo mettere km sulle gambe, voglio arrivare al traguardo della mia prima mezza maratona in maniera dignitosa, ma non mi serve il tempone, il mio obiettivo è solo quello di arrivare con il sorriso e sapere di avercela fatta mettendoci tutta me stessa. Devo imparare a gestire le gare lunghe e questo è un primo passo.
Il gruppo arriva, alla vista saremo una 20ina di persone e conosco i passi più o meno di tutti, alcuni di loro vanno davvero forte e per me oggi sarà dura stargli dietro! In fondo  questo però mi piace, non mi da fastidio, guardarli da lontano è un incentivo a fare sempre meglio e le pause vengono sfruttate dal gruppo per ricompattarsi.
Partiamo in direzione centro, il blocco delle auto ci aiuta a non trovare troppo traffico, arrivati a Piazza Farnese ci scappa la foto di rito, siamo colorati e le persone ci guardano incuriositi e forse anche un po' perplessi! Mi rendo conto che i primi vanno ad un passo di almeno 5' al km e che mi distanziano un bel pò, fortuna che nel centro ci sono quelli dal passo più tranquillo e seguo loro senza perderli di vista. Tonino torna indietro spesso a riprender Fulvia, oggi sembra un pochino più stanca del solito e capisco che a differenza della scorsa volta nessuno ha intenzione di aspettare, ognuno deve fare il suo allenamento, la maratona di Roma e la Roma Ostia si avvicinano e le persone più veloci non possono fermarsi in continuazione per aspettare noi lenti! Li capisco! Ma lo spirito di questi lunghi "acchiappa l'ultimo" è quello di non lasciare indietro nessuno e Tonino un po' stranito ci abbandona continuando da solo il suo lungo.
Mi dispiace, in fondo penso che sia normale non costringere chi va ad un passo più brillante di aspettare o tornare indietro a riprendere l'ultimo del gruppo, io non soffro molto il fatto di guardarli da lontano anzi mi da carica... ma per lui che crede nella compatezza del gruppo anche a passi diversi, non è andata proprio come sperava.
Comunque mi rimetto in marcia e ci dirigiamo verso una zona che non ho mai fatto in corsa. Devo esser sincera, il percorso non mi ispira, troppi tratti in mezzo alla strada senza neppure marciapiede e guardarsi continuamente intorno per non rischiare di finire schiacciati dalle macchine rallenta ancora di più la mia andatura.
Decido di mettere in bocca una pasticchetta Enervit (le sto provando tutte in allenamento per non rischiare in gara!) non è male, rispetto al gel almeno il sapore è decente e impasta meno la bocca. Meno dolce sembra quasi una caramella e noto che mi aiuta anche a non sentir quel fastidioso mal di stomaco che ultimamente mi accompagna. Oggi ho cercato di fare una colazione più sostanziosa e sembra che funzioni! 
Arrivati al tredicesimo km so di poterne fare ancora pochi con loro, ne hanno in previsione 28 e io mi fermerò intorno ai 18. Così alla prima occasione avviso Luca e da Ponte Milvio tirerò dritta sotto il lungotevere per raggiungere la ciclabile di Viale Angelico. Lascio che il gruppo vada davanti alla sua andatura senza più seguirli.
Nel frattempo avevamo perso Fulvia, ma di punto in bianco me la vedo rispuntare davanti! E' un carrarmato! Lei va alla sua andatura e non si ferma mai, magari sarà un pò lenta ma non si può dire che non ci metta tutto l'impegno del mondo e dopo i saluti ognuno riprende la sua strada.
Già da sotto il lungotevere, verso il 16mo noto che il mio passo si è abbassato, comincio a sentire dolore alla coscia destra, è poco tempo che faccio questo kilometraggio e credo sia normale. Non voglio forzare rischiando di farmi male, da un pò di giorni ho un leggero fastidio sotto il gluteo sinistro e non vorrei aggiungerne un altro! 
Spengo il garmin a 18.36 km con un passo medio di 6.06' al km... insomma il mio standard per ora è questo, non sarò veloce e non chiuderò la mia mezza sotto le due ore, ma non mi interessa. Mi sento soddisfatta, felice e stanca al punto giusto. La corsa è questo, per ora non voglio arrivare stremata, voglio arrivare felice! 
Anche oggi... JUST DO IT!




 

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