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lunedì 29 dicembre 2014

"Quando stiamo per cominciare quasi sempre non ci va. E già superare quel momento è una vittoria. Poi man mano che andiamo avanti la fatica ci indurrebbe a fermarci e noi invece continuiamo. Non si è mai visto un runner fermarsi prima della fine del percorso che si è prefisso di fare! Solo un infortunio può bloccarlo e... deve essere grave. Le altre cose sono ininfluenti. La fatica, il vento, la pioggia. Niente esiste quando si corre! E' per questo che quando arriviamo alla fine, non importa quanto ci abbiamo messo, siamo sempre soddisfatti e in pace con noi stessi. Io ho sempre pensato che durante la corsa il nostro cervello è come se si sciacquasse da tutti i problemi che la vita ci riserba."
Edmondo Lello Mingione


venerdì 7 novembre 2014

Sbagliando...

Ci sono giorni in cui mi sveglio e sono delusa da me stessa, alle volte si commettono errori che nella maggior parte dei casi a ripensarci si sarebbero potuti evitare e continui a ripeterti che avresti potuto far qualcosa per non farli accadere, non volevo deludere, ma con il senno di poi è sempre più facile.
Non siamo perfetti, soprattutto io, ma senza scusanti, anche questo mi ha aiutato a crescere.



lunedì 14 aprile 2014

E' che alle volte... boh, non lo so neppure io!







Poco confortante lo so. Mi sento così strana e versatile in questo periodo. Posso essere tutto ed essere niente, in continua trasformazione, picchi di alti e fondi bassissimi, dai sentimenti alla normale routine quotidiana. 
"Chiedimi se sono felice!", provaci, ma adesso come adesso non so proprio rispondere, ciò che cerco più di tutto, credo si chiami... serenità.



mercoledì 9 aprile 2014

Thinking

"Soltanto i più forti fanno i conti con la solitudine, gli altri la riempiono con chiunque." [Vjollca Lika]




lunedì 31 marzo 2014

la gioia di ripartire fa a cazzotti con la consapevolezza di dover ricominciare da capo

Guardo questa gamba, la guardo ogni giorno... e sono incazzata.
In questi mesi sicuramente ho dovuto rivedere quelli che erano i miei obiettivi. Un giorno succede, nella corsa come nella vita, cambiano le cose senza preavviso (o magari, non ti sei solo accorto che stavi spingendo troppo) cambiano le carte in tavola e quelli che sembravano piccoli sogni sempre più vicini da raggiungere si allontanano e tu sei lì a guardarli e per quanto ti impegni non puoi far nulla. Una delle tante "stronze" lezioni di vita, che per quanto non sia questa una questione di vita o di morte (insomma ci sono cose molto più serie!), ti fanno cambiare direzione, una sterzata forzata, quando proprio non vorresti. Ma non fa niente, come successo altre mille volte mi rimbocco le maniche e ricomincio, con tutta la fatica che ne consegue accompagnata dalla sfiducia del vedermi ripercorrere gli stessi passi di quando avevo iniziato. Anche se sento tutto il peso di questo stop e del ripartire da capo, oggi la sola cosa che mi interessa veramente, per quanto riguarda questo argomento, è avere la possibilità di riprovarci e questo mi riempie il cuore di gioia. Sono felice e non lo so in quanto tempo e come arriverò ai miei obiettivi, ma so che lo farò con un passo alla volta e senza mollare mai! 

mercoledì 19 marzo 2014

a mio padre...

l'emozione in uno scatto...

I ricordi più belli di te sono legati alla domenica, alle tante domeniche che non vedevo l'ora arrivassero per passare finalmente del tempo insieme. Per me domenica significava papà.
Sei sempre stato un uomo piuttosto "duro", un uomo vecchio stampo, gli abbracci, le carezze sono arrivate solo con l'età, sono arrivate oggi, quando anche tu hai compreso quanto la vita sia fugace e sfuggente, prima non avevi tempo di fermarti a pensare.
Eppure so che hai il cuore tenero, i tuoi occhi ne sono lo specchio, so che dietro a quel modo duro di trattare le tue emozioni c'è sempre stato un uomo dall'animo buono, che ha deciso di farci arrivare il suo amore garantendoci tutto ciò di cui avevamo bisogno, un presente d'oro e un futuro sicuro. Lavorare per te significava prenderti cura della famiglia e farlo instancabilmente e senza sosta.
Non me la sento di colpevolizzarti e oggi vorrei solo poter tornare indietro e correrti incontro ad abbracciarti ogni qual volta potevo farlo e non l'ho fatto per orgoglio o per dispetto, urlartelo e dirti che ne avevo bisogno, oggi vorrei chiederti a gran voce quegli abbracci e quei baci mancati.
Un giorno smettiamo di chiederli e basta. I nostri genitori smettono di accorgersi di quanto ne abbiamo bisogno e ciò che non sono capaci o in grado di darci emotivamente arriva da qualche altra parte, cresciamo e ci allontaniamo... 
Ma poi (prima o poi), il giorno in cui ci si ritrova arriva sempre, a volte coincide con la perdita alle volte invece coincide con la paura reale della perdita. 
Non dimentichiamoci mai, che nonostante gli errori, un padre non ha mai smesso di portarti nel cuore e di proteggerti, dal giorno in cui sei nato, anche se a volte non è stato in grado di dimostrartelo.
Ti amo papà e sono tra i più fortunati ad averti ancora con me... auguri...

giovedì 27 febbraio 2014

Avere e non avere...

"Ogni giorno prenditi del tempo per essere grato di ciò che hai. Potresti avere di più, ma anche molto meno." M. Uved

Questa frase è spiccata ai miei occhi oggi e proprio l'altra sera, mentre scrivevo il mio post sulla corsa, nella mia testa si era fatto spazio questo pensiero:
"Non c’è tempo di pensare a ciò che non puoi fare, vale la pena invece pensare a ciò che stai facendo e che ti trasmette ugualmente un mare di emozioni..."
Sembra una banalità, eppure ricordarselo ogni giorno ci rende sicuramente più liberi, più felici e meno in gabbia. Troppo spesso siamo chiusi nei "nostri" (inculcati???) canoni prestabiliti o a rincorrere qualcosa che non si può e che ci accompagna sulla strada per l'infelicità...
E così cerco di ripetermi... ama ciò che hai e cerca di volare libero, proprio come queste bolle.



mercoledì 26 febbraio 2014

Fotografia e corsa

Il mio punto di vista... fotografia e corsa. Un post che ho scritto molto volentieri  per Run is Now, un bellissimo blog sulla corsa! www.runisnow.blogspot.it


Cliccate sul link per visualizzare il mio articolo:







Per approfondire...
"Certo, se le si pensa prese singolarmente, non hanno molte caratteristiche in comune.
Una la si pratica avendo pazienza e aspettando, nella speranza di catturare “l'attimo”, il momento o impegnandosi a fare la fotografia “perfetta”, l'altra invece è fatica, è impegno costante, è il mettersi continuamente in gioco, superare i propri limiti e arrivare agli obiettivi preposti non restando mai fermi sulla linea di partenza.
Sono tante altre le differenze che si possono riscontrare, la fotografia è una forma di arte condivisibile attraverso delle immagini tangibili, che possono o non possono trasmettere emozioni a seconda di chi le osserva o della bravura del fotografo, la corsa invece per quanto condivisa con chi la ama o chi ti ama, è cmq qualcosa che non puoi tenere per le mani come una foto, un percorso più personale e sicuramente più introspettivo.
Eppure io non le vedo così opposte...
La passione, la mente e il cuore sono elementi comuni ad entrambe e imprescindibili.
Nella fotografia quanto nella corsa, ci sei solo TU e il tuo “lavoro” e nessuno può sostituirsi ai tuoi occhi (nel caso della fotografia) o alle tue gambe (nel caso della corsa).
Poi pensate alla libertà... entrambe la trasmettono. La corsa in un senso, la fotografia in un altro, ma la sensazione che ci arriva è quella!
Osservi una foto di un posto lontano, un posto sconosciuto, il viso o i tratti di una persona, le espressioni e corri via con la fantasia e in quel momento la tua mente spazia, va lontano. Poter fare, andare, arrivare, scoprire, viaggiare con la mente, con gli occhi e nella corsa anche con le tue gambe!"


sabato 22 febbraio 2014

Thinking...


"Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto..." - Vi presento Joe Black 


martedì 18 febbraio 2014

L'infortunio è il migliore insegnante



"Nel runner c’è una sostanziale coincidenza tra il piacere e la sofferenza. La sensazione di libertà della corsa è spesso indistinguibile dal momento in cui il corpo è impegnato nello sforzo. Sbaglia chi, in maniera sbrigativa, liquida tutto questo come masochistico. C’è chi ha scritto che la corsa di resistenza è quanto di più vicino esista nella cultura occidentale ad un’arte marziale. Non so se l’affermazione è corretta ma certamente ha un fondo di verità perché nella corsa c’è una dimensione spirituale che tutti noi runners abbiamo presente. Quell’intima ricongiunzione con la propria essenza in cui non si sa più cosa è cuore e cosa è testa..." fonte Run For Love

Il fatto della testa e del cuore. Dal mio infortunio ho imparato molto. L'infortunio è senz'altro il più grande insegnante, questo l'ho provato e pagato sulla mia pelle. Arrivare a saper usare entrambi nella corsa è importante e non è cosa facile... Come per tutto il resto, nella mia vita, ho iniziato a correre con il cuore, buttandoci anima e corpo. Nella corsa ho trovato una dimensione tutta mia, mi ha fatto conoscere una parte di me che fino ad ora non conoscevo, ha dato ulteriore colore, calore e un pizzico di competitività... quanto basta a tirar fuori la caparbietà che è in me. Perché parliamoci chiaro, si inizia a correre si, per il solo gusto di farlo, ma poco dopo se la si ama diventa parte integrante della vita e si inizia ad avere voglia di mettersi in gioco e provare a superare i propri limiti. Ma li conoscevo davvero i miei limiti? No, penso proprio che si arrivi veramente a conoscerli solo nel momento in cui si prova a superare una certa "soglia", i limiti diventano il mordente per fare sempre meglio, ma alle volte puoi spingerti oltre e non far bene. Questo è dove mi ha condotto il cuore... E la testa? Pensavo di avercela messa, ce l'ho e la uso, è lì sopra le mie spalle, eppure ho sbagliato. Ho spinto oltre il mio fisico, gli ho forse chiesto troppo. Come in amore, per quanto cuore puoi metterci la testa deve fare il suo lavoro... così nella corsa, mai l'uno senza l'altro. Testa e cuore insieme sono importanti quanto lo sono fiato e gambe. Ora lo so per certo.


lunedì 21 ottobre 2013

E arriva, inesorabile, l'autunno...


Fiumicino

Arriva... e sembra quasi poggiarsi su di me come una mano.
L'autunno da sempre mi parla di sospensione, un mese di passaggio, la stagione di preparazione. La natura lentamente si spoglia, le foglie cadono colorando le strade con colori caldi, quasi a voler ancora trattenere un po' del calore dell'estate, il cielo si abbassa, diventa grigio e tutto intorno si prepara all'arrivo del freddo.
Così come l'autunno, io mi preparo e mi fermo a pensare a quello che vorrei poter trattenere, a quello che invece devo lasciare andare, a quello che avrei voluto tenere e invece non c'è più e a quello che ho conquistato e che resterà per sempre con me. E via via, il cuore sembra calmare i battiti, il respiro è più lento come a volersi addormentare, per poi risvegliarsi con l'arrivo della primavera ed esplodere in estate.
Ed è vero, sono così... anche io, come la natura, mi accorgo di avere bisogno delle mie stagioni!!
"E poi arriva l’autunno, con la nebbia che copre le cose, dopo l’estate e il sole alto nel cielo. E poi arriva l’autunno con il suo incedere calzante delle ore di luce, i colori che mutano, la natura che risponde ad un richiamo. Mi ricorda che ogni cosa ha il suo tempo, c’è il tempo delle risate, e il tempo della meditazione, c’è il tempo dell’entusiasmo e il tempo della chiusura in se stessi. La natura ci insegna un respiro primordiale, inspirare, espirare… inspirare, espirare. Ogni momento senza fretta, è parte della crescita, è parte necessaria della vita. Le stagioni mi comunicano un ritmo, inspirare, espirare, e se per un attimo mi abbandono a questo nuovo tempo, posso sentire le mie membra rilassarsi… seguire il flusso. E ora che è autunno, espiro… lungamente… per prepararmi ad un nuovo inspiro. Posso sentire la vita, la natura, le cose." 
Stephen Littleword

domenica 29 settembre 2013

Loving...


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Amare in silenzio... con rammarico mi sono accorta da un po' che è ciò che sto facendo. Aver imparato a non disturbare l'altro, amare senza chiedere, senza domandare, abbandonando ogni pretesa. Amare e basta. Non è facile, non è per tutti e se ci penso bene su, cavolo, non è giusto!!! So bene che l'amore merita di essere vissuto e urlato a squarciagola.
Ma è il mio giusto equilibrio, è il compromesso raggiunto con me stessa e oggi ci convivo in pace. Quando non riesci (o non vuoi) smettere d'amare qualcuno c'è un prezzo da pagare. Questo è il mio prezzo.
Leggevo sul web una frase stamattina, mi ha colpita e la sento mia:

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So che non potrò più provare quello stesso dolore e questo mi consola. Sono cambiata, sento di amare in maniera diversa e soffro in maniera diversa. Mi concedo le mie lacrime, ma sono solo e soltanto mie.
E' sbagliato? Forse più di quanto non voglia ammettere.
Eppure amare in silenzio è così intimo... è come qualcosa che niente e nessuno potrà mai toglierti.
In fondo non sei mai veramente solo.