venerdì 25 marzo 2016

Nutrition!

Finalmente dopo quasi due mesi di attesa dalla decisione di andare da un nutrizionista che mi aiuti a capire cosa è meglio mangiare visti gli ormai 4 allenamenti settimanali più il potenziamento, il fatidico giorno è arrivato.
La sera prima saluto con un ultimo morso la cioccolata che dalla Befana campeggia in sala dentro un bellissimo centro tavola colmo di tante dolci prelibatezze pronte ad essere assaporate. D'altronde sapevo benissimo che dal giorno seguente i dolci, soprattutto dopo cena, sarebbero stati solo un bellissimo ricordo.
La scelta di andare da Fagnani, nutrizionista sportivo e giovane dottore appartenente alla mia società sportiva Purosangue, è arrivata dopo essermi resa conto che con la "benzina" prodotta dai miei pasti ci facevo poco e niente. Mi sento sempre stanca, sempre sotto tono, il ferro è al minimo storico e la mia tiroide non mi assiste, gli allenamenti sono diventati davvero pesanti, i carichi di lavoro sono aumentati e se voglio migliorare devo necessariamente dare al mio corpo il giusto nutrimento.
La visita inizia con le solite domande di routine, età, patologie, patologie in famiglia, allergie, intolleranze ma soprattutto abitudini alimentari. Cosa mangi durante il giorno?? Allora... colazione: latte, caffè e biscotti, un thè a metà mattina poi dritta fino al pranzo, di solito cerco di mangiare carboidrato a pranzo così la sera prediligo la proteina con le verdure, ma non è sempre possibile, comunque in generale cerco di alternare. Per merenda di solito nulla, ma se mi alleno cerco di mangiare una barretta ai cereali o  un frutto e 4 mandorle. Dopo cena alle volte mi concedo un po' di cioccolata. La mattina prima delle gare o dei lunghi bevo caffè, fette biscottate con la marmellata, un po' di mandorle. Mi guarda perplesso e mi fa: "e come fai a fare bene una 21 km con questo cibo?" Eccotela là, primo cazziatone!
Insomma, che io sia magra si nota a guardarmi, ma non ho mai pensato di mangiar proprio poco poco, il cibo mi piace e trovo la tavola uno dei piaceri migliori della vita, le mie porzioni comunque sono sempre abbondanti e il mio cibo è sempre ben preparato, poi ci sono le cene fuori con gli amici, i pranzi di famiglia con la cucina di mamma, il buon vino. Non mi risparmio mai, ma in effetti seppur consumo in maniera ampia i pasti principali, nel corso della giornata effettivamente non mangio quasi mai nulla. Non c'è cosa più sbagliata di questa! E il secondo cazziatone è servito!
Passiamo alla misurazione, prego con tutta me stessa che nel prenderle non sia compreso il seno, sono fobica sotto questo punto di vista figuriamoci all'idea di farmi prendere la misura. Fortunatamente a me non serve, ne ho talmente poche che se dimagrisco un altro po' spariscono del tutto! Così mi fa fare un bel respiro, fuori l'aria e via alla misurazione del giro vita. Quello dei fianchi mi regala l'ennesima conferma che è il mio unico punto forte, i fianchi e i glutei non mi sono mai mancati! Via di corsa sulla bilancia e poi sul lettino per il calcolo della massa grassa e magra.
I risultati devo dire che non sono poi così male, il dottore stesso mi informa che non sto messa per niente male anzi, 17.9% di massa grassa è eccellente,  ma per lui non è sufficiente, se voglio fare l'atleta (ah giusto sono venuta per quello!) l'obiettivo è di portarla al 15%. Oh per la miseria, a me non piacciono tutti quei muscoli, Dott. Fagnani per favore regolati!!! Lo guardo perplessa e se ne accorge, aggiunge che lo faremo con molta calma, piano piano e non morirò mai di fame, anzi...
E così passiamo a preparare la mia dieta.
Quando comincio a leggerla con lui, mi rendo subito conto che il dolce è praticamente quasi del tutto bandito, concesso solo come "Recovery Meal" a fine allenamento, la crostatina di Fagnani, la tanto agognata c'è anche per me!
La varietà in questa dieta di certo non manca, tante tipologie di cibi con i vari pesi da poter gestire a piacimento restando nei range previsti. Verdure a volontà e questo mi piace, ne mangio sempre tanta e poi c'è anche la pasta, una sola volta al giorno e in piccola quantità, ma per fortuna C'E'!!!
A guardarla così saranno almeno 1500 calorie, mi corregge subito... sono 1700 calorie e mi informa che io molto probabilmente non dimagrirò visto che sono anche sotto peso potrei arrivare fino ai 50kg volendo, a calare sarà la mia massa grassa ma soprattutto mi renderò conto di quanta energia in più può dare un'alimentazione corretta.
Mi tira giù anche una serie di regole alimentari da rispettare prima dei lunghi e delle gare, mi dice cosa mangiare e cosa evitare.
Abbina a tutto questo acido folico e ferro per tornare ad un valore decente e finalmente posso uscire di là soddisfatta di avere in mano la chiave del regno dei cieli! Ehm.. no, è solo la mia dieta per cercare di restare in piedi quando mi alleno!
Ebbene, oggi sono al secondo giorno e sinceramente ho la sensazione che il mio stomaco sia sempre pieno. Parmigiano e frutta a metà pomeriggio,  addirittura due merende nel giorno di riposo, una fetta di pane integrale con affettato a metà mattina.  Miele/marmellata, yogurt e cereali a colazione è troppo per il mio stomaco, roba che non digerisco neppure con un litro di citrosodina al seguito. Ho voluto la bicicletta e ora pedalo! D'altronde questa dieta mi serve per sostenere i carichi di lavoro degli allenamenti per cui so che sarà importante farla bene, finalmente forse smetterò di sentirmi sempre sfinita.
Ora, il problema è che la Pasqua è in arrivo e che a tavola ci saranno tante cose buone, di certo non incluse nella dieta, per cui so già che penserò intensamente alla visita di controllo che ho tra un mese e mezzo ma che mi girerò allegramente dall'altra parte con la forchetta in mano!
In fondo, non dimentico mai che corro per divertirmi e  che tutto questo non deve mai essere un peso, per cui Buona Pasqua a tutti, ne riparliamo martedì!
 

 

mercoledì 16 marzo 2016

21 km da Roma ad Ostia!

E' davvero tanto che non metto mano al mio blog... Sono stati due mesi intensi, la casa da ristrutturare, il mutuo, l'ennesimo trasloco a lavoro, gli allenamenti e soprattutto un grande dolore ad accompagnarmi. 
Un dolore che mi ha segnata, per quanto si possa lottare alcune battaglie non si vincono mai, per quanto si possa restare incatenati alla propria vita è la vita stessa che ci abbandona. E così, da un mese a questa parte le nostre tavolate e i nostri ritrovi di amici e famiglia non sono e non saranno più gli stessi senza di te, grande Donna Guerriera.
Tu che ci hai insegnato cosa  vuol dire davvero lottare con le unghie e con i denti e che ci hai insegnato a non mollare mai neppure quando non si vede più la luce in fondo al tunnel, quella luce che in realtà ti aveva già abbandonato da tanto. Come può la vita scegliere di prendersi tutto quello che hai in 10 anni di sofferenza e chiedere alla fine un conto così alto?
Il cuore mi riporta a quando eravamo bambine, ai sogni che avevamo, ai progetti che facevamo, i ricordi sono tanti e sempre felici ed è questo che cerco di portare con me ma soprattutto porto con me le ultime parole scambiate sulla corsa come metafora di vita. E così decido di dedicare questa prima Roma Ostia a te più che a me, portarti con me per 21 km e farti correre, anche se solo nel mio cuore.
I giorni prima della gara sono frenetici, pieni di tanti problemi lavorativi e con un dolore al polpaccio destro a farmi compagnia, che mi ha portato a scegliere di interrompere gli allenamenti già dal martedì e a sperare di recuperare. Fortunatamente così è stato!
Il giorno prima della gara sono davvero molto agitata, come già detto non sono una grande fan della Roma Ostia, salite tante salite, sali scendi a cui non sono per niente abituata e soprattutto la lunga e interminabile Cristoforo Colombo a far da contorno, un'idea che non mi ha mai entusiasmata. La notte riposo poco e male e la paura fa capolino ogni qualvolta nel sonno mi desto e la sveglia suona senza che io riesca davvero a dormire!
Caffè, fette biscottate, marmellata, 4 mandorle, un pezzettino di crostata, in realtà ancora non ho capito bene cosa è giusto mangiare prima di una gara così impegnativa, ma vabbè questo sarà un punto che chiarirò il 23 marzo alla mia prima visita con il nutrizionista. Sono certa che ho molto da imparare sull'alimentazione legata allo sport.
Nella fretta dimentico il Garmin a casa e nel rendermene conto l'agitazione sale ancora di più, insomma ci sono cose fisse e riti pre gara che sono così, che non puoi dimenticare o sbagliare, il Garmin l'avevo poggiato accanto alla borsa, ma dove avevo la testa prima di uscire? (ndr... a fine gara avrò altre sorprese!) 

Niko mi presta il suo suunto, non potrà correre la sua gara al massimo per via dell'infortunio e il tempo sarà relativo in previsione della Maratona di Roma, manterrà quindi il suo passo costante con Ferdinando.
Mi metto in griglia e ormai è fatta, non c'è più possibilità di uscire, quasi mi manca l'aria, non so se è l'agitazione o la troppa gente a spingere ma mi sento svenire. Ritrovo Cecilia, nei vari giri pre gara (bisogni fisici per la maggiore!) ci siamo un po' persi di vista tutti. Le partenze sono fortunatamente molto veloci e finalmente la massa umana si muove... si parte!
Le sensazioni sono buone, la partenza in discesa non è poi così male e anche se breve permette alle gambe di muovere bene i primi passi. I km iniziali sono sempre i peggiori, nonostante la canfora messa per scaldare un po' i muscoli sento che sono freddi e un po' legati. Ma il tempo passa in fretta in giro per l'Eur e quando imbocchiamo la Colombo siamo già al quarto km! A questo punto un passante poco simpatico ci ricorda che siamo solo all'inizio e che ne mancano ancora 17, azz... non c'è niente che butta giù più di questo!!! Con le due ragazze accanto ci diciamo che la nostra filosofia è diversa, noi pensiamo a quelli già fatti e non a quelli che mancano, questo ci fa sorridere e scambiarci un daje collettivo!

Nel frattempo Cecilia si è lanciata più avanti ed io la lascio andare, riservo le energie per la famigerata salita del camping mantenendo un ritmo costante e nel frattempo mentre la strada scorre, incontro Marco e decidiamo di affrontare i km centrali insieme ma sulla salita del camping mi sembra di averne più di lui e decido perciò di andare per non rischiare di fermare le gambe, pensavo di non averne e invece mi ritrovo ad affrontare la salita con le gambe che girano, sarà stato il gel preso al nono km, ma non accenno a fermarmi, ed è strano per me ma non mi domando, io vado, vado, vado, scambiando ogni tanto sorrisi e incitamenti con i compagni di viaggio tutti sconosciuti e per la maggiore stranieri.
La salita passa, io sono incredula! Giuro per la prima volta da quando gareggio non mi sono sentita la pippa del momento e questo per me significa già aver vinto. La discesa che arriva mi fa apprezzare il vento nei capelli e sono felice.
Il mio pensiero fisso a Sasà mi porta alla medaglia che ci porteremo a casa, il peggio è passato, ripeto tra me e me (pensavo!) e arrivata al tredicesimo km mi sembra che le gambe e il fiato ancora ci siano. Ma al quindicesimo di un tratto, nemmeno me la fossi tirata, senza preavviso le gambe si impallano, sembrano pesare quintali, i miei 48 kg sembrano essere 80! Si spegne la luce... Peccato, peccato davvero, cosa ho sbagliato?? Questa è la domanda che risuona nella mia testa nei km successivi e che mi pongo ancora oggi.
La velocità si abbassa di molto, stringo i denti, le gambe si vorrebbero fermare, ma sono ancora dentro al mio tempo, posso ancora portare a casa il personale e questo mi fa arrivare al 18 colma di felicità nonostante i dolori. E poi so che arrivata alla rotonda ci saranno molti amici ad attendermi, Gianfranco e Leo a far le foto, i Purosangue pronti ad incitarmi e così mi lancio, con le ultime forze rimaste e il sorriso di chi sa che il traguardo è vicino mi godo gli ultimi due km. Le urla dei miei compagni che non si risparmiano mi fanno scendere una lacrima e mi emozionano, Marcello, Francesca, Peppa, Giulio, Rodrigo e tanti altri sono lì per noi e questo vuol dire tanto. L'emozione è forte, non guardo più neppure l'orologio, manca il lungomare e poi... poi lì in fondo, dopo l'allungo finale, il magico traguardo della Roma Ostia! Quanto ho sognato quell'arco ed ora, eccolo lì pronto ad accogliermi.
Arrivo stremata, c'è Beatrice sulla linea e mi lancio su di lei in un abbraccio strettissimo, quasi cado tra le sue braccia, i muscoli "urlano", devo sedermi ma ce l'ho fatta, è finita! La gioia del dopo gara con Niko, i sorrisi degli amici, le vittorie di ognuno di noi, ognuno con la propria storia.
Sasà abbiamo vinto la nostra medaglia, non ho potuto aiutarti a vincere la tua battaglia con la vita e questo fa male, ma questa l'abbiamo vinta insieme e per 21 km sei stata con me, insieme abbiamo tagliato questo traguardo.
Miglioro il mio tempo sulle mezze di quasi 6 minuti da Berlino, a distanza di un anno posso dire di aver lavorato ma in realtà c'è ancora tanta, tantissima strada da fare per migliorare, sono ancora lontani i tempi che vorrei, ma come posso non gioire? Io che pensavo che una gara così non mi avrebbe mai portato un personale, un percorso sicuramente più difficile, io che pensavo di inchiodarmi sulla salita del camping, io che mi butto sempre giù e che pretendo sempre di più da me stessa. Io, ecco... sto crescendo!