giovedì 10 dicembre 2015

Arrivederci... perchè gli addii non fanno per me!

2014-2015
 

Eccoci qui... da quando ho scelto di indossare il verde ed entrare nel mondo dell'ASD Amatori Villa Pamphili è passato un anno e mezzo, un anno e mezzo ricco di grandi emozioni, di nuove esperienze, di piccole-grandi vittorie personali, la canotta verde ha segnato l'inizio per me, il primo ingresso in questo mondo, un mondo che conoscevo solo da fuori, che guardavo quasi sempre solo attraverso l'obiettivo e immaginavo attraverso le parole di chi ormai la corsa ce l'aveva già dentro da un pezzo.
Così di un tratto, anche un po' inconsciamente, mi ci sono ritrovata dentro e insieme al gruppo e del tutto inesperta ho mosso i primi passi, le 10 km con il tempo sono diventate le 21 km ed ora chi lo sa...
Con i Ramarri non mi sono sentita mai sola, durante le gare non sono mai mancati i sorrisi, nei momenti di difficoltà non mi è mai mancato l'appoggio. Ognuno a proprio modo ha contribuito a farmi maturare in questo sport, mi ha insegnato a superare gli ostacoli. Ringrazio tutti, specialmente chi ha condiviso la propria storia con me regalandomi un pezzo di sé, regalandomi la possibilità di imparare e crescere. Un colore, una maglia non cambiano tutto questo, alcune persone le porti con te a prescindere e loro lo sanno.
Alle volte capita che durante il tragitto ci si perda, forse cercavo la mia identità, forse cercavo una strada mia e solo mia, soprattutto la cercavo fuori da alcuni schemi che invece mi hanno fatto sentire un po' "stretta" e oggi sento di esserci riuscita, oggi so che ho fatto una scelta consapevole che spero non mi deluda e che mi fa guardare alla corsa con nuovi occhi .
Così, la mia divisa quest'anno diventerà rossa e nera e sposerò il progetto dei Purosangue, un credo che mi ha affascinata dall'inizio, perché in fondo penso che c'è sempre qualcosa che puoi fare per gli altri, correre e far beneficenza, divertirsi e dare la possibilità a qualcun altro di poterlo fare.
Cosa c'è di più bello?
Perciò in bocca al lupo a me per questa nuova avventura, un saluto a tutti i Ramarri, al Presidente e alla sua grande pazienza, gli inizi sono quelli che, nel bene e nel male, nonostante il briciolo di amarezza che sento, segnano il punto 0 da cui tutto parte e che sono certa, come in amore, non si dimenticheranno mai!




venerdì 4 dicembre 2015

Il mio personale "percorso" ad Auschwitz e Birkenau

 
[Ad Auschwitz non c'era la neve...]
Ma il dolore entra nell'anima, urla nel silenzio, lo si può sentire e vedere in ogni angolo lasciando un senso di impotenza. La storia ci insegna, i libri ci spiegano, le persone ne parlano, ma vederlo dal vivo, "toccarlo", è un'altra cosa, è qualcosa che nessuno ci può raccontare.
Ho riflettuto a lungo sul fare o meno questo viaggio, sapevo che mi avrebbe toccata nel profondo ma mi sentivo pronta e invece a certe cose non lo si è mai.
Io provo a raccontarvelo così, con pochi scatti in bianco e nero e un unico solo scatto a colori che ha per me il significato di speranza, un bellissimo tramonto in un posto che lacera l'anima.

 
 
 

 
 

 
 



 



 



 



Birkenau - Polonia ore 15.42 @2015

 

martedì 3 novembre 2015

Blocked!

Sono bloccata... non riesco più a sviscerare le mie emozioni, che siano negative
o positive mi sento completamente inchiodata. Il fatto di non riuscire a renderle vive, tangibili è un peso per il cuore e mi fa sentire arida e questo non mi piace, non è da me. Ci sono, sono lì che premono ma è come se inconsciamente le reprimessi e le lasciassi andare via scivolando. 
Forse dopo tanto tormento per la prima volta mi sto riservando il diritto di "riposare" il cuore e la mente e vado avanti su onde tranquille, senza grossi scossoni o temporali, la mia barchetta è là che naviga in mezzo al mare piatto, sotto un sole tiepido di primavera. 
Non è da me, sono solita vivere la mia vita sotto grossi temporali o sotto il sole che brucia, gioie e dolori senza mezze misure. Non so per quanto ancora potrò andare avanti così, a pensarci bene potrei impazzire, certe mattine mi sveglio e i pensieri premono dentro, ho bisogno dei miei scossoni, delle mie emozioni, di sentirle dentro di me scoppiare. 
Eppure la mia barchetta è lì e non mi sto perdendo, io la guido tranquilla... è forse questo che mi spaventa?

giovedì 14 maggio 2015

La prima Mezza!

E' già passato più di un mese dalla mia prima mezza maratona e io ancora non ho avuto tempo (o forse testa) di raccontare le mie emozioni. E' ora di provarci...

Il viaggio inizia con la preparazione della valigia, ma questa volta non è per vanità, non è per scegliere quale vestito portare e quale no, porto i tacchi oppure no... no, in questo caso la preoccupazione maggiore corrisponde al calcolo preciso del cosa portare o no per ogni evenienza in gara.
Non voglio avere troppo caldo, ma neppure devo patire il freddo! Quindi, melius abundare quam deficere, specie in questo caso! 
Il mio occhio è incollato al meteo 24 ore su 24, sperando che le nuvole minacciose che mi fissano dal mio iphone possano nei giorni diventare un bel sole o almeno le temperature salire, ma niente, la situazione non cambia e prendo il mio aereo per Berlino consapevole di dover affrontare la mia prova sotto la pioggia e al freddo. Maledette città del nord, è primavera a Roma, non ve l'hanno detto? 
Comunque alla fine mi convinco che non sarà poi una tragedia, ho un pò di raffreddore ma mi sono allenata un intero inverno così, quindi... perché averne paura? Sono abituata ad acqua e vento sulla faccia, ci aggiungo il naso tappato dovuto al raffreddore e che vuoi che sia!!! (magari se evitavo la pioggia presa per far foto alla maratona di Roma la settimana prima era meglio) 
Così opto per due borse, una da mandare in stiva con i vestiti normali per i tre giorni di permanenza e una come bagaglio a mano con la divisa e le mie nimbus... e si perché per un runner in trasferta le scarpe da corsa sono sacre, sono quelle ed insostituibili, non sono vecchie ma neppure nuove, insomma hanno il kilometraggio giusto e non si può rischiare non arrivino con te a destinazione! 
Si parte e ormai quel che è fatto è fatto, pronta o no, devo andare a prendermi quella medaglia sui 21 km e vincere contro (o con!) Berlino, so che ce la metterò tutta, questa è l'unica consapevolezza che porto con me in viaggio.
L'arrivo è tranquillo, i bagagli lasciati a casa, un giro per il centro e una cenetta splendidamente servita nel bellissimo locale di mio fratello che a pochi giorni dal suo primo anno di vita è cresciuto tantissimo e ha fatto la sua strada! Sono orgogliosa di mio fratello e del suo socio, stanno facendo un ottimo lavoro e a vederlo lavorare, a vederlo lì nel suo nuovo mondo mi convinco sempre più che quella è la sua strada e che per quanto possa mancarmi sono enormemente felice per lui.
Torno a casa con questo pensiero in testa e vado a letto ansiosa per la prova che verrà ma elettrizzata per la giornata del ritiro del pettorale. 
L'appuntamento è per l'ora di pranzo con gli altri Ramarri, io e Niko arriviamo ad Alexander Plz dove ad attenderci ci sono Alessandro e Luigi con le loro famiglie, so che ci saranno altre persone degli Urban Runners, tra cui Cecilia e Flavia, due ragazze dal mio stesso passo e con cui deciderò di condividere questa esperienza. Ci saranno anche Igor e Sara amici della LBM, recuperati alla fermata della U-Bahn, cartina alla mano, ci dirigiamo verso il Berlin Vital Expo! 
Che bello sapere che con me ci sono persone esperte, io mi sento un po' un pesce fuor d'acqua, non so come funziona ma poi alla fine tutto è ben spiegato e ben organizzato quindi felice prendo il mio pettorale: F11601... prima o poi magari li giocherò 'sti numeri!
Un ultimo giro per Berlino, qualche acquisto e di corsa a casa per la cena della sera prima... rigorosamente composta da tanta pasta olio e parmigiano, per mia fortuna fatta a casa senza dovermi sorbire la pasta incollata tipica dei ristoranti stranieri! Gran fortuna la mia!
Dire che ho dormito sarebbe una grossa bugia, in realtà ho più vegliato sul mio sonno e la mattina quando suona la sveglia mi sento più stanca della sera prima, comincio davvero a farmela addosso e penso... "Stefania non è una maratona, 21km puoi farli!" Ma niente mi convince, ho paura, chiunque di voi ami questo sport sa benissimo che gli imprevisti sono dietro l'angolo, e questa paura penso resti a tutti, che sia la prima mezza maratona o che sia la decima maratona! 
L'aria fuori è fredda, il cielo è cupo, tira vento, tanto vento ma almeno non piove, questa è una gran cosa e spero che quel cielo nero resti solo tale.
Di corsa all'appuntamento con gli altri, l'aria è frizzante e gioiosa, dopo i saluti e  un pò di foto io, Cecilia e Flavia, destinate all'ultima griglia, (da buone tapascione alla prima esperienza) ce ne andiamo tranquille tranquille ai nostri posti, sappiamo bene che prima di noi dovranno partire ben 4 griglie più i top runners. Un muro umano davanti a noi, dovremmo essere 30 mila e a guardarci, lo siamo di certo, un mare infinito di colori e di persone, la musica che ci accompagna ad alto volume, in giro parenti e amici a salutarci! Che bello! Il viale larghissimo di Carl-Marx Allee è invaso e noi siamo pronte! Tra una tattica pre-gara e un controllo all'equipaggiamento, vedo spuntare di nuovo Niko, non convinto della sua griglia (per l'occasione la A!!!!) se n'è tornato zitto zitto in mezzo a noi comuni mortali! D'altronde essere asfaltato alla partenza non è poi una gran cosa, meglio superare a passi lunghi i tapascioni!
Partiti i top, partita la griglia A, la B,C,D... e noi? 
Dopo più di quaranta minuti di fare un passo non se ne parla! Argh... comincio a sentir freddo, ho buttato troppo presto l'impermeabile rubacchiato alla Roma Ostia che avevo portato per ripararmi, e nonostante l'allegria, l'adrenalina e l'aria di festa intorno a noi, l'ansia aumenta sempre più. 
La musica viene interrotta dallo sparo... l'urlo di tutti noi e finalmente si parte!
Inizia il mio percorso con la mia voglia di vedere Berlino con altri occhi, con gli occhi del runner, di farlo con il vento nei capelli, con le gambe stanche, con il naso gocciolante e con il fiato corto, io e la mia fatica. 
Il pensiero nel muovere i primi passi è: "sono felice, non voglio che finisca in fretta, me la voglio godere!". 
L'ho presa bene, visto che dovrò faticare per due ore e passa (eh si sono lentina!), questo mi rincuora! Mi domando ancora cosa assumiamo di così pesante da farci gioire "sull'uscio" di una faticata di ore! 
Intorno a noi ad ogni angolo, ogni singolo angolo, ci sono migliaia di persone, donne, bambini, padri, madri, fratelli, sorelle e ancora le bande, l'orchestra, i gruppi musicali, ogni tot km una musica diversa, le ballerine e le ragazze pon-pon! 
Che emozione, in Italia non siamo abituati, o quanto meno io a Roma, l'atmosfera è del tutto diversa e mi piace un sacco! Aspetto con ansia il passaggio sotto la porta di Brandeburgo, so che arriverà presto, è proprio ai primi km e quando accade realizzo che ce l'ho fatta, è arrivato quel giorno e lo sto vivendo.
Sorrisi, chiacchiere e siamo quasi a metà percorso, 10 km, il passo per ora è buono. Siamo felici! Purtroppo però al dodicesimo decido di abbandonare le mie compagne di viaggio, un bisogno impellente mi chiama e devo rispondere! Cavolo, non mi era mai capitato di dovermi fermare per fare pipì, ma proprio oggi doveva capitare? Correre con la vescica piena non è proprio il massimo quindi decido di fermarmi e di non rischiare, so che Cecilia e Flavia andranno per la loro strada, mi dicono di non forzare per riprenderle, di non consumare tutte le energie e io gli do retta, arriveranno al traguardo prima di me e l'unico dispiacere non è per i minuti di differenza, ma solo per non aver tagliato il traguardo con loro. 
Anyway, esplicata la pratica mi rimetto in marcia e da lì in poi fino al diciottesimo mi è sembrato di volare, non  che non sentissi la fatica, quella c'era e la sentivo tutta, ma i km sono passati uno dietro l'altro senza pesare sulla testa. Il tifo, i cartelloni, i piccoli bimbi pronti a darti il cinque, i fotografi e la musica incessante, tutto questo ha reso il viaggio mentalmente molto piacevole!
Peccato per un dolore al ginocchio che fa capolino, sono ormai al diciannovesimo e comincio a sentire il fiato corto dall'emozione, mi rendo conto che manca davvero poco ma che se il ginocchio continua a far male dovrò per forza rallentare il passo. E così accade, mi concedo gli ultimi due km con un passo un pochino più lento, non voglio rischiare, non voglio farmi male, ma appena girato l'angolo dell'arrivo a Karl Marx Alee, la mia velocità è di 5' a km... vuoi il vento a favore (che per tutto il tragitto era stato contro! Maledetto!) vuoi l'emozione, senza accorgermi ho preso il via. L'arco all'orizzonte diventa sempre più vicino, non mi guardo intorno, il mio sguardo è fisso al di là dell'arrivo, il bip del cip sul tappeto rosso, gli occhi e le braccia al cielo. Scoppio in un pianto di gioia liberatorio! Ce l'ho fatta. Ho chiuso la mia prima mezza maratona, qualunque sia il tempo non voglio guardare, ora ho solo voglia di piangere... di felicità! 

L'emozione di quel momento non si può raccontare e non è paragonabile a niente. Ci saranno nella vita altre soddisfazioni per me, ci saranno altre gioie, magari anche più grandi, ma sapere di aver corso una ventuno km, per me è qualcosa di impensabile fino ad un anno fa. Mi sento una vincitrice, sento di aver portato a casa una medaglia davvero "sudata" e non per il sudore sulla fronte, ma per tutte le prove affrontate. 
Le gioie e i dolori degli allenamenti, le sconfitte e le vittorie. I giorni di sconforto passati a dire non ce la farò mai e quelli di gioia nel vedermi migliorare. 
Grazie a chi mi è stato accanto, ha creduto in me, mi ha sostenuto senza mai mollarmi e a chi ha sopportato i miei sabati da semi pensionata, perchè domenica... domenica giorno di lungo!  Ai miei compagni di avventura perchè senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa, perchè si corre da soli e con le proprie gambe, ma in realtà non si è mai veramente soli. E come incitava un cartellone lungo il percorso che non dimenticherò mai: "You're all heroes!!" e un po' a dire il vero mi ci sento sul serio! 
Ora, siccome le cose a metà non mi sono in fondo mai piaciute: 42195???? 
Chi lo sa... to be continued...




lunedì 16 marzo 2015

20!

Le mie gambe, il mio cuore e la mia mente possono correre 20 km. Pioggia e vento a farmi compagnia, magari non veloce ma di certo inaffondabile. È cosí che mi sono sentita oggi. Ora sono davvero pronta! 



domenica 8 marzo 2015

18 again!



    8 marzo 2015... Un anno dopo. L'anno scorso oggi mi regalavo la possibilità di riprendere a correre dopo un lungo infortunio di 5 mesi, 4 km a passo di lumaca. Quest'anno mi sono regalata 18 km (sofferti!) in preparazione della mia prima mezza maratona! ‪#‎roadtoberlinhalfmarathon

mercoledì 4 marzo 2015

Un passo per il tuo cuore




    Alla base di tutto c'è la pubblicità... c'è chi investe in cartelloni pubblicitari o spot televisivi e chi invece organizza cose come questa per aumentare le vendite.
    Sto seguendo i passi e i cambiamenti di queste persone, nel fisico e nell'anima, persone che hanno deciso di cambiare la loro vita cominciando a correre ed arrivare a fare la loro prima mezza maratona.

    Mi emozionano, che posso farci!
    W la pubblicità sana se è questo il risultato!




    "Fin dove il cuore mi resse arditamente mi spinsi…" V. Cardarelli

Batteria scarica!


Capita di sentirsi scarichi, fisicamente stanchi, capita che la testa non trovi motivazione, capita che l'allenamento diventi un peso. Capita.
Ieri sera per la prima volta da quando mi alleno seriamente per la mezza maratona mi sono sentita completamente scarica, off, down... La testa già da giorni c'è poco e niente, i pensieri che occupano la mia mente sono di altro genere. Mi conosco e so come sono fatta.
Non uso la corsa come cura, no... per me la corsa è la "ciliegina sulla torta". Se sto male, se sono preoccupata, se ho problemi la corsa diventa difficile da gestire specie a questi ritmi.
Ad un mese dalla mia prima vera prova da runner mi sento completamente priva di forze, mentalmente distante e la testa sappiamo tutti che ruolo giochi.
Sono stanca.
Ieri l'allenamento prevedeva la prima uscita della mia tabella, ero certa che affrontare ripetute di quel genere, come prima volta, sarebbe stato difficile e sapevo di non essere al top, ma non pensavo di ritrovarmi in lacrime a metà allenamento! 
Eh già perché per la prima volta ero completamente disperata e certa di non riuscire a portare a termine l'allenamento come avrei voluto, perché la fatica è troppa e la testa deve esserci... ma la testa non c'è!
Non so, forse il pianto è stato più lo sfogo che fa parte del "gioco" (che poi a gioco aggiungerei la parola faticoso!) ma comunque mi sono ritrovata a piangere come una bambina che non riesce a fare qualcosa che ancora non ha imparato, che ancora non conosce bene, che si domanda come fare per riuscire ma che non trova risposte. Per quanto puoi impegnarti i limiti ci sono.
Per fortuna non ero sola, avere qualcuno con cui allenarsi in questa fase è importante e me ne accorgo ogni giorno di più. Asciugate insieme le lacrime ho ripreso l'allenamento, ma la fatica ormai ce l'avevo cucita addosso portandomi inevitabilmente a saltare 2 km rispetto alla tabella, questo oggi mi fa sentire ancora più sconfitta.
Chi lo sa, magari la batteria tornerà ad essere carica, sono testarda e caparbia, magari l'esperienza con il tempo mi insegnerà anche a saper incassare i colpi di questo sport, perché la corsa non è per niente facile. La corsa è uno degli sport forse più difficili.
Cercherò di ricaricare la batteria concedendomi quindi la possibilità di fallire, un mese passa in fretta ed io non voglio piangere, io voglio arrivare al traguardo ridendo!!! 



lunedì 9 febbraio 2015

Xmilia

Questo è lo spirito della corsa che non voglio perdere mai!



Xmilia 2015 - La mia prima da gara da 15 km

domenica 1 febbraio 2015

18 KM e sto...

Sposto le tende della finestra e... oddio! Il cielo è nero, lampi, tuoni e giù la grandine! Sono quasi le otto e tra poco più di un'ora dovrò uscire per affrontare il mio lungo domenicale, ma il tempo non è per nulla clemente oggi e cominciano ad arrivare i primi messaggi su fb con le prime defezioni. Correre sotto la grandine in effetti non è proprio il massimo della vita! L'idea di tornare al calduccio delle coperte mi attrae, ma come ogni volta, qualunque tempo imperversa fuori, la mia coscienza e la voglia di correre mi impongono in maniera imponente di non cedere alla pigrizia.  Così, preparo la colazione. Fuori ormai la strada è un manto bianco, la grandine sembra quasi neve e prego perché da lì a poco la bufera possa trasformarsi almeno in una umile pioggia. Accontentata! Alle nove esco e insieme al mio compagno di corsa ci dirigiamo verso il primo appuntamento davanti Castel Sant'Angelo, l'aria è fredda, oltre alla termica e la maglia tecnica leggera ho messo il kway, visti i km da affrontare e il cielo sopra di noi è meglio evitare di inzupparmi, ma non è comodo, si gonfia, è grande e a tratti sembra porre resistenza alla mia andatura. Diciamo pure che viene da un pacco gara e difficilmente quest'ultimi offrono taglie giuste per una piccoletta come me! La S sembra essere una L da uomo! 
Arrivati all'appuntamento il nostro compagno è già lì e insieme ci dirigiamo verso il secondo luogo previsto dove andremo a ricompattarci con il resto del gruppo. Dalle adesioni dovremmo essere tanti, non ho mai corso con un gruppo così grande in allenamento e un po' mi spaventa. Io non sono velocissima, mantengo la mia andatura fissa sui 6'-6.05' al km e da lì mi schiodo difficilmente sui lunghi. So che se voglio arrivare bene alla fine non devo forzare, per ora devo mettere km sulle gambe, voglio arrivare al traguardo della mia prima mezza maratona in maniera dignitosa, ma non mi serve il tempone, il mio obiettivo è solo quello di arrivare con il sorriso e sapere di avercela fatta mettendoci tutta me stessa. Devo imparare a gestire le gare lunghe e questo è un primo passo.
Il gruppo arriva, alla vista saremo una 20ina di persone e conosco i passi più o meno di tutti, alcuni di loro vanno davvero forte e per me oggi sarà dura stargli dietro! In fondo  questo però mi piace, non mi da fastidio, guardarli da lontano è un incentivo a fare sempre meglio e le pause vengono sfruttate dal gruppo per ricompattarsi.
Partiamo in direzione centro, il blocco delle auto ci aiuta a non trovare troppo traffico, arrivati a Piazza Farnese ci scappa la foto di rito, siamo colorati e le persone ci guardano incuriositi e forse anche un po' perplessi! Mi rendo conto che i primi vanno ad un passo di almeno 5' al km e che mi distanziano un bel pò, fortuna che nel centro ci sono quelli dal passo più tranquillo e seguo loro senza perderli di vista. Tonino torna indietro spesso a riprender Fulvia, oggi sembra un pochino più stanca del solito e capisco che a differenza della scorsa volta nessuno ha intenzione di aspettare, ognuno deve fare il suo allenamento, la maratona di Roma e la Roma Ostia si avvicinano e le persone più veloci non possono fermarsi in continuazione per aspettare noi lenti! Li capisco! Ma lo spirito di questi lunghi "acchiappa l'ultimo" è quello di non lasciare indietro nessuno e Tonino un po' stranito ci abbandona continuando da solo il suo lungo.
Mi dispiace, in fondo penso che sia normale non costringere chi va ad un passo più brillante di aspettare o tornare indietro a riprendere l'ultimo del gruppo, io non soffro molto il fatto di guardarli da lontano anzi mi da carica... ma per lui che crede nella compatezza del gruppo anche a passi diversi, non è andata proprio come sperava.
Comunque mi rimetto in marcia e ci dirigiamo verso una zona che non ho mai fatto in corsa. Devo esser sincera, il percorso non mi ispira, troppi tratti in mezzo alla strada senza neppure marciapiede e guardarsi continuamente intorno per non rischiare di finire schiacciati dalle macchine rallenta ancora di più la mia andatura.
Decido di mettere in bocca una pasticchetta Enervit (le sto provando tutte in allenamento per non rischiare in gara!) non è male, rispetto al gel almeno il sapore è decente e impasta meno la bocca. Meno dolce sembra quasi una caramella e noto che mi aiuta anche a non sentir quel fastidioso mal di stomaco che ultimamente mi accompagna. Oggi ho cercato di fare una colazione più sostanziosa e sembra che funzioni! 
Arrivati al tredicesimo km so di poterne fare ancora pochi con loro, ne hanno in previsione 28 e io mi fermerò intorno ai 18. Così alla prima occasione avviso Luca e da Ponte Milvio tirerò dritta sotto il lungotevere per raggiungere la ciclabile di Viale Angelico. Lascio che il gruppo vada davanti alla sua andatura senza più seguirli.
Nel frattempo avevamo perso Fulvia, ma di punto in bianco me la vedo rispuntare davanti! E' un carrarmato! Lei va alla sua andatura e non si ferma mai, magari sarà un pò lenta ma non si può dire che non ci metta tutto l'impegno del mondo e dopo i saluti ognuno riprende la sua strada.
Già da sotto il lungotevere, verso il 16mo noto che il mio passo si è abbassato, comincio a sentire dolore alla coscia destra, è poco tempo che faccio questo kilometraggio e credo sia normale. Non voglio forzare rischiando di farmi male, da un pò di giorni ho un leggero fastidio sotto il gluteo sinistro e non vorrei aggiungerne un altro! 
Spengo il garmin a 18.36 km con un passo medio di 6.06' al km... insomma il mio standard per ora è questo, non sarò veloce e non chiuderò la mia mezza sotto le due ore, ma non mi interessa. Mi sento soddisfatta, felice e stanca al punto giusto. La corsa è questo, per ora non voglio arrivare stremata, voglio arrivare felice! 
Anche oggi... JUST DO IT!




 

lunedì 26 gennaio 2015

Miguel...

"Credo che Miguel non sia mai andato via ma che anzi continui instancabilmente a correre per unire i popoli e città lontane..." Elvira Sanchez


La Corsa di Miguel - 25 gennaio 2015

lunedì 19 gennaio 2015

#roadtoberlinhalfmarathon

In 17,71 km di corsa in solitaria, il cuore ha davvero tanto da dire...


lunedì 12 gennaio 2015

Acchiappa l'ultimo!

Finalmente ho deciso di buttare dietro le spalle la vergogna per i miei tempi da tartaruga e di provare ad uscire in gruppo, forse è proprio correndo con persone più veloci ed esperte di me che posso migliorare! I lunghi sono difficili da affrontare non solo per la fatica, ma anche per la mente. Abituare il corpo è forse più semplice, abituare la mente a reggere la fatica dopo tanti km è molto più impegnativo.
L'obiettivo di ieri erano i 17 km, al sol pensiero la sera prima avevo i brividi, si perché 17 sono proprio tanti e fino a qualche tempo fa anche solo l'idea di superare i 10 mi metteva una certa ansia. Così a cena ho fatto il mio bel carico di carboidrati, in un buon ristorante, un bicchiere di vino in compagnia e a letto ad un orario più che dignitoso.
Mi alzo prima della sveglia, fuori il tempo non è dei migliori, è umido, durante la notte ha piovuto e le minacciose nuvole non fanno ben sperare.
Ho un nuovo amico in casa... un piccolo apparecchio per fare le centrifughe, lo volevo da tanto e alla fine ho ceduto, quale migliore occasione per provarlo in colazione pre-lungo?? Mele, kiwi, carote... il mix è perfetto, un delizioso concentrato di vitamine. Abbino a questo: un caffè, una barretta ai cereali e l'immancabile maltodestrina. Sono alla terza prova da quando ho cominciato ad usarle e ancora non mi abituo all'indigesto sapore!
Pantaloni lunghi, maglia termica, magliettina manica corta e paravento senza maniche... l'abbigliamento dei lunghi deve essere scelto con una certa attenzione, non bisogna mai rischiare di aver troppo caldo ma neppure di gelare, io cmq freddolosa come sono preferisco sempre avere un pò più caldo. In testa opto per lo scaldacollo che funziona anche da fascia, è in un tessuto tecnico e traspirante, ma se dovesse piovere almeno le orecchie resteranno al caldo. L'appuntamento è alle 10 sotto il lungotevere altezza discesa gianicolo, con il mio compagno di corsa muoviamo i primi passi, da casa passando per san pietro e scendendo a castel sant'angelo ci sono circa due km, e come riscaldamento non è male.
Il gruppo è puntuale e dopo i riti dei saluti si parte alla volta del nostro lungo! La strada è piena di fango in alcuni punti, le bici sfrecciano veloci e se non stai attento rischiano di schizzarti addosso tutta la poltiglia da terra. 
Inizio la mia corsa chiacchierando con Fulvia, lei ha un passo inferiore al mio e so che quel passo per me è troppo lento, decido così di salutarla e mettermi alla mia andatura.
Davanti a me va veloce Debora, mi stacca di almeno mezzo minuto e guardarla andare avanti un passo dopo l'altro, costante, per me è un grande incentivo a non mollare il mio ritmo!

Fulvia, Tonino, Debs, io e Christine!
Giornata di derby all'Olimpico ed il passaggio sotto lo  stadio non è forse la scelta giusta, la ciclabile è piena zeppa di poliziotti e cani. Sopra di noi campeggiano i loro camioncini antisommossa, i tifosi ne stanno alla larga, è già tutto in pieno fermento. 
Arrivati a Ponte Milvio ci fermiamo per qualche foto e inaspettatamente i miei compagni optano per un caffè. Io non cedo, anzi a dire il vero il fermarsi per troppo tempo non mi è congeniale, sono riuscita a spezzare il fiato da poco e lo stop per me è un deterrente. 
Comunque decidiamo di ripartire quasi subito, la scena è da film, la piazza è già sotto assedio, bombe carta e fumogeni. Penso... fate sport invece di starlo solo a guardare, magari vi sfogate un po'! Il calcio mi piace, ma quello che c'è intorno, non è proprio il massimo.
Archiviato il passaggio zona stadio, la pioggia comincia a scendere più incessante, ma ci rimettiamo in marcia ognuno al proprio ritmo per tornare indietro. Siamo a metà dell'opera e c'è ancora da trottare.
La particolarità di questi lunghi, ideati da Tonino (un ex ramarro) è quella di tornare indietro a riprendere l'ultimo ed è per questo che sono chiamati "acchiappa l'ultimo". La trovo una cosa molto carina e di grande incentivo. Tanti passi diversi, ma il sapere che prima o poi i primi ti verranno incontro per un sorriso e quattro chiacchiere è un toccasana. Tonino è forte, è un forte motivatore e devo dire che non fa mai male ricevere una scossa dopo tanti km specie quando sai che ne hai ancora tanti da correre.
Piano piano ci riavviciniamo alla zona di partenza, Fulvia è rimasta indietro e ogni tanto mi giro a guardare che ci sia. La strada scorre davanti a me, ne lascio indietro tanta, cerco di non pensare troppo a quanta strada manca e mi esalto invece pensando a quanta ne ho già macinata.
Al quindicesimo circa mi fermo per i saluti, loro proseguiranno fino a villa pamphili, si faranno la salita del gianicolo (un osso duro) e avrei voglia di provare, di andare anche oltre i 17 km, sono carica e con la mente potrei farcela, ma so che probabilmente mi inchioderei per la fatica. 
Le ginocchia hanno cominciato a far male e i polpacci si sono induriti parecchio, se c'è una cosa che ho imparato (a mie spese!) è che non bisogna mai esagerare o strafare. Perciò salutiamo tutti e con Niko ci rimettiamo in marcia per gli ultimi km. Sono felice ed è una sensazione bellissima, tutti quei km fatti con loro mi hanno riempita di gioia. So che ormai posso arrivare tranquillamente all'obiettivo della giornata. Gli ultimi metri sotto i musei vaticani (con tutti i turisti da evitare) sono quasi un gioco! Lo slalom è divertente, ma il ginocchio destro ora è proprio allo stremo, il dolore è sempre più forte. Devo abituare le mie articolazioni a così tanti km, sono solo all'inizio e il corpo ne risente.
Quando mi fermo ho il cuore al massimo, le gambe tremano, sono stanchissima ma anche piena di endorfine e cavolo... è super! Ogni passo di questo lungo mi parla di me, di quella grande forza che non pensavo neppure di avere. 

Non smetterò mai di godere del bello della corsa, non smetterò mai di provare la gioia infinita che ti dà! Lo prometto!