lunedì 29 dicembre 2014

"Quando stiamo per cominciare quasi sempre non ci va. E già superare quel momento è una vittoria. Poi man mano che andiamo avanti la fatica ci indurrebbe a fermarci e noi invece continuiamo. Non si è mai visto un runner fermarsi prima della fine del percorso che si è prefisso di fare! Solo un infortunio può bloccarlo e... deve essere grave. Le altre cose sono ininfluenti. La fatica, il vento, la pioggia. Niente esiste quando si corre! E' per questo che quando arriviamo alla fine, non importa quanto ci abbiamo messo, siamo sempre soddisfatti e in pace con noi stessi. Io ho sempre pensato che durante la corsa il nostro cervello è come se si sciacquasse da tutti i problemi che la vita ci riserba."
Edmondo Lello Mingione


mercoledì 17 dicembre 2014

compagnia in corsa...





Brivido Felino - Mina e Celentano

Ormai avevo pensato
ho voglia solo io di te
invece sento il profumo
che hai messo su stasera per me

Provo a fare finta che
ti resisto un po'
ma in fondo poi perché
qui è già calda l'atmosfera
sto con te stasera ci sto

Con un brivido felino sento che mi vuoi
la luce del camino spande su di noi
hai la voce che ti frema stringi le mie mani
mi chiami, mi chiami piano lo so
ora che anche tu mi vuoi

Adesso mentre mi baci
capisco che mi piaci perché
(quel mistero dentro te)
è affascinante davvero
sei quella che speravo per me

Provo a fare finta che
ti resisto ma
il gioco mi delude
e già calda l'atmosfera
da te vorrei stasera di più

Con un brivido felino sento che mi vuoi
il fuoco del camino brucia insieme a noi
hai la voce che ti frema
stringi le mie mani mi ami, mi ami

Con un brivido felino ora che ti dai
ti sento travolgente vero come sei
ho l'impulso di fermarti ma tanto non potrei
se ti muovi, ti muovi, come tu sai
e ti sento che mi vuoi

Brivido felino, brivido felino, brivido felino
brivido felino

Con un brivido felino, io potrei morire da
adesso per come mi prendi e ti dai
e ti sento che mi vuoi.

martedì 16 dicembre 2014

15 km

Domenica giorno di lungo. Per me oggi la parola lungo significa ancora dover affrontare un kilometraggio che per la gran parte dei runner datati è ormai acqua passata, ma d'altronde siamo partiti tutti da qui o no? La mezza maratona di Berlino comincia ad avvicinarsi e dentro di me cominciano ad insinuarsi i primi dubbi... mi sono sopravvalutata? ce la farò mai? sarò in grado? il mio corpo reggerà lo stress? Credo che sia normale avere dei dubbi, sono abituata ad allenarmi per gare che non superano mai i 10 km e mi sento un pesce fuor d'acqua. Ho paura di sbagliare, di non alimentarmi bene e a sufficienza, di affaticare troppo il fisico o di prepararlo poco.
Poi però mi dico che il lavoro fatto da quando a maggio ho ripreso a correre fino ad oggi, con l'aiuto di chi questo sport lo conosce bene e con la mia ormai attenzione a non lasciare nulla al caso, non è stato poi male e mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi e così, senza paura muovo i primi veri passi nella preparazione di una gara dal kilometraggio più importante. 
21,0975 km in fondo non sono uno scherzo, specie per chi come me è partito dal "re divano", con zero base fisica, zero base alimentare e con tanti, tanti fattori contrari. La mia tiroide malfunzionante di certo non aiuta, la mia forte anemia neppure. Come per tante altre cose, so che parto svantaggiata, ma questo non mi butta giù, metto solo in conto che devo fare attenzione e che molto probabilmente per alcune cose i risultati tarderanno ad arrivare, ma ci vuole solo più pazienza!
Dopo la gara di Fiumicino mi sentivo pronta per affrontare i miei primi 15 km e di cominciare a testare (meglio abituare il fisico e vederne la reazione!) un po' di energizzanti che saranno utili in gara. D'altronde ci sono e ci possono aiutare, quindi perché non farne uso? 
Così mi sono alzata e dopo la mia solita colazione, che a dire il vero non è mai tanto ricca perché il mio stomaco in corsa fa spesso i capricci, ho aperto una bustina di Enervit pre sport un'oretta prima dell'uscita e l'ho mandata giù un po' schifata (nonostante il sapore all'arancia per me rimane indigesta!) insieme ad un bel bicchiere d'acqua.
L'aria frizzantina di una domenica mattina di dicembre si fa sentire, indosso la maglia termica con un giacchetto tecnico facilmente sfilabile per assicurarmi di sentirmi libera di toglierlo velocemente in qualsiasi momento, un paio di guanti (sembrerà assurdo ma le mani durante tutto l'allenamento è difficile che mi si scaldino!) la piccola cintura portaoggetti alla prima prova e via alla scoperta di una Roma in pieno clima natalizio. Che bella!

L'idea, con il mio compagno di corsa, è di fare tutto il centro, sono io che guido il percorso, conosco ormai a memoria le distanze, so bene che aggiungendo qualche variazione al solito percorso dei 10, allungandoci un po' dal Colosseo al Circo Massimo, portandoci a casa la salita di via Merulana, la discesa di via Cavour e aggiungendo un kilometrino sotto  il lungotevere di Castel Sant'Angelo saremmo arrivati tranquillamente a 15 e così è stato. Nei primi km mi accorgo che sono leggermente affaticata e ho un leggero fastidio allo stomaco, il sapore della gelatina presa è rimasto in gola e mi ha lasciato un forte senso di disgusto che non mi fa ben pensare. Essendo la prima volta che assumevo questo genere di energizzanti sapevo che sarebbe potuto risultare troppo pesante e addirittura impedirmi di digerirlo.
Comunque i primi km, a prescindere, sono sempre i più faticosi, già abbandonare presto il letto in una fredda mattina di dicembre è cosa da pazzi, ma pensare di dover affrontare tanta fatica, mentalmente alle volte, è davvero pesante. Ma poi... poi quando vedi che sei già arrivato al quinto km e il fiato si è spezzato, le gambe vanno bene, il panorama è fantastico, da lì in poi pensi solo alla strada che stai facendo e non a quella che ti manca! 
Vai, vai fino a che ne hai, ed è questo che ho fatto domenica. Mi sono fatta trasportare dal corpo, lavorando sulla mente. Ho sofferto la salita Merulana, ho abbassato i ritmi di tanto, me la sono concessa senza affaticarmi troppo, a differenza delle altre volte la mia testa sapeva che aveva da correre ancora altri 5 km oltre i quasi 10 già fatti ed ha impedito alle gambe (che invece ne avevano!) di affaticarsi. D'altronde dopo la salita c'è la bella discesa Cavour e lì si può tirare un sospiro di sollievo e riprendere un po' di fiato oltre che un buon ritmo. 
Al dodicesimo sono al massimo del kilometraggio affrontato di seguito dalle mie gambe fino ad ora, da lì in poi so che ogni km in più sarà una conquista, lo stomaco non da più fastidio, la fatica c'è e i quadricipiti fanno male, ma non voglio mollare, non ora che l'orologio segna i 13 km abbondanti, salire i gradini del lungotevere però mi dà il colpo di grazia, qui vorrei stoppare. Li faccio camminando, ma risalendo davanti a me si apre la vista della Basilica di San Pietro e mi dico... cavolo, se loro sono riusciti a far questo, io devo riuscire a fare i miei 15 km! Riprendo a correre più forte.
Spengo il Garmin a 15.100 metri... 15 km con una media di 6.05 circa al km. Come prima volta non male! Lo stretching ci aiuta ad allungare i muscoli contratti, un cappuccino e un cornetto al bar a ridarci forza. 
Una domenica speciale, fatta anche di tanti doloretti post corsa, ma fino a che senti dolore vuol dire che sei vivo! Ho cominciato a vederla così e questa cosa... mi piace! 



giovedì 11 dicembre 2014

Costruire...

Chiudi gli occhi
Immagina una gioia
Molto probabilmente
Penseresti a una partenza

Ah si vivesse solo di inizi
Di eccitazioni da prima volta
Quando tutto ti sorprende e
Nulla ti appartiene ancora

Penseresti all'odore di un libro nuovo
A quello di vernice fresca
A un regalo da scartare
Al giorno prima della festa

Al 21 marzo al primo abbraccio
A una matita intera, alla primavera
Alla paura del debutto
Al tremore dell'esordio
Ma tra la partenza e il traguardo

Nel mezzo c'è tutto il resto
E tutto il resto è giorno dopo giorno
E giorno dopo giorno è
Silenziosamente costruire
E costruire è potere e sapere
Rinunciare alla perfezione

Ma il finale è di certo più teatrale
Così di ogni storia ricordi solo
La sua conclusione

Così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
Un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
Tra l'attesa e il suo compimento
Tra il primo tema e il testamento

Nel mezzo c'è tutto il resto
E tutto il resto è giorno dopo giorno
E giorno dopo giorno è
Silenziosamente costruire
E costruire è sapere e potere  
Rinunciare alla perfezione

Ti stringo le mani
Rimani qui
Cadrà la neve
A breve




martedì 9 dicembre 2014

La Best Woman e il mio PB!

Ho atteso a lungo questa gara, forse perché è la gara con maggiori premi femminili, perché porta il nostro nome o forse perché essendo fatta per la maggiore da un percorso piatto piatto ho sperato e mi sono allenata per raggiungere il mio obiettivo. I 10 km sotto l'ora in gara.
Sono scesa spesso in allenamento sotto questa soglia, il moribondo è un ricordo lontano già da un po', ma in gara non c'ero ancora riuscita. Sarà per l'ansia che mi accompagna, sarà per l'inesperienza che ancora ho nel saper gestire le gare o per la mole di gente che ogni volta fatico a superare, ma non ero riuscita ancora a portare a casa questo risultato.
Nelle settimane precedenti però, mi sono allenata e preparata. La testa fa tanto e ancor di più in gara, la spinta che ci diamo per raggiungere determinati obiettivi arriva tutta da lì, le gambe sanno che possono fare tranquillamente il loro lavoro, se non infortunate o doloranti, sanno che possono arrivare a correre anche ad una velocità maggiore, ma la testa, la testa gioca il ruolo fondamentale quando la stanchezza fa capolino.
La mattinata inizia allegra in macchina con Lise, un caffè per darci un po' di carica visti i visi assonnati, la grande allegria del gazebo, le foto in compagnia, i saluti e l'immancabile fila al bagno che mi fa perdere la foto di gruppo!

Pronta sulla linea di partenza, zeppa e colma di gente, riesco a partire a pochi secondi dallo sparo, so che tutte le persone accanto a me da lì a poco non saranno neppure più visibili alla mia vista, ma poco male, il mio passo è lento rispetto alla maggior parte dei partecipanti e anche i tanti che mi sono dietro, mi supereranno staccandomi di un bel po'. I miei compagni di squadra passano incitandomi e io ne sono felice, mi danno carica! Non soffro questa cosa, so che il mio passo è quello e non me ne faccio un problema, allenamento e costanza stanno premiando la mia caparbietà e questo per ora basta a rendermi felice ed entusiasta!
Decido di partire sui 5.50'- 5.55' di media e di mantenere questo ritmo il più possibile, mi accorgo subito che sono in giornata, che ce la faccio e che a differenza di tante altre volte senza neppure guardare il garmin resto costante su quella andatura senza faticare troppo. I primi 5 km scorrono tranquilli, la musica nelle orecchie e i miei pensieri a farmi compagnia. Alcuni sono forti e duri da gestire, contrastanti e occupano la mia mente fin dall'inizio, ma riesco a gestirli. Un tempo i pensieri prendevano il sopravvento su di me, la facevano da padrone e spesso, troppo spesso, il risultato di un allenamento dipendeva da quanto pesanti fossero, più lo erano e più era difficile portare a casa un buon risultato. In un certo senso, "loro comandavano, io ubbidivo", mi capitava così ed è stato difficile cambiare questa cosa, ho lavorato tanto su di me. Oggi non è più così, è da queste cose che mi accorgo di quanto io sia cresciuta nel mio rapporto con la corsa, oggi ne faccio solo buon uso! 
Comunque la fatica arriva intorno al sesto/settimo km, il fiato ormai è spezzato e le gambe vanno, ma il lungomare di Fiumicino con il sole alto in faccia non mi regala buone sensazioni, è fastidioso e dai ristoranti lungo via arrivano odori di tutti i tipi, alcuni sgradevoli altri molto gradevoli, dalla frittura al pesce al forno, insomma... lo stomaco reclama, la fatica anche! Nonostante questo però, capisco che posso mantenere il mio tempo, magari si alzerà di un pochino ma non sta crescendo di molto e devo stringere i denti, ci siamo quasi! Ottavo, nono... sono costante e posso farcela mi ripeto, arrivo sulla pista di atletica, mi guardo attorno, so che la maggior parte dei miei compagni sono già arrivati, il fiato si fa sempre più corto, spingo sempre più, in ogni angolo del corpo sento fatica, il viso è tirato ma sono grintosa, il mio Garmin mi dice che sono sotto l'ora, ora devo solo spingere gli ultimi metri... arrivo, finito ed alzo le braccia al cielo. 59.30' il tempo finale, sono felicissima! Ce l'ho fatta. 
Mi ero data un obiettivo e l'ho raggiunto, non è il tempo in sé per sé (voglio dire c'è ancora tanto e tanto margine di miglioramento) ma è l'essermi data un obiettivo e averlo raggiunto che mi rende felice e questa felicità la devo solo a me stessa. Un tempo mi appoggiavo, oggi mi sostengo da sola, oggi sono una runner!