"Quando stiamo per cominciare quasi sempre non ci va. E già superare quel momento è una vittoria. Poi man mano che andiamo avanti la fatica ci indurrebbe a fermarci e noi invece continuiamo. Non si è mai visto un runner fermarsi prima della fine del percorso che si è prefisso di fare! Solo un infortunio può bloccarlo e... deve essere grave. Le altre cose sono ininfluenti. La fatica, il vento, la pioggia. Niente esiste quando si corre! E' per questo che quando arriviamo alla fine, non importa quanto ci abbiamo messo, siamo sempre soddisfatti e in pace con noi stessi. Io ho sempre pensato che durante la corsa il nostro cervello è come se si sciacquasse da tutti i problemi che la vita ci riserba."
Edmondo Lello Mingione
lunedì 29 dicembre 2014
domenica 21 dicembre 2014
mercoledì 17 dicembre 2014
compagnia in corsa...
Brivido Felino - Mina e Celentano
Ormai avevo pensato
ho voglia solo io di te
invece sento il profumo
che hai messo su stasera per me
Provo a fare finta che
ti resisto un po'
ma in fondo poi perché
qui è già calda l'atmosfera
sto con te stasera ci sto
Con un brivido felino sento che mi vuoi
la luce del camino spande su di noi
hai la voce che ti frema stringi le mie mani
mi chiami, mi chiami piano lo so
ora che anche tu mi vuoi
Adesso mentre mi baci
capisco che mi piaci perché
(quel mistero dentro te)
è affascinante davvero
sei quella che speravo per me
Provo a fare finta che
ti resisto ma
il gioco mi delude
e già calda l'atmosfera
da te vorrei stasera di più
Con un brivido felino sento che mi vuoi
il fuoco del camino brucia insieme a noi
hai la voce che ti frema
stringi le mie mani mi ami, mi ami
Con un brivido felino ora che ti dai
ti sento travolgente vero come sei
ho l'impulso di fermarti ma tanto non potrei
se ti muovi, ti muovi, come tu sai
e ti sento che mi vuoi
Brivido felino, brivido felino, brivido felino
brivido felino
Con un brivido felino, io potrei morire da
adesso per come mi prendi e ti dai
e ti sento che mi vuoi.
martedì 16 dicembre 2014
15 km
Domenica giorno di lungo. Per me oggi la parola lungo significa ancora dover affrontare un kilometraggio che per la gran parte dei runner datati è ormai acqua passata, ma d'altronde siamo partiti tutti da qui o no? La mezza maratona di Berlino comincia ad avvicinarsi e dentro di me cominciano ad insinuarsi i primi dubbi... mi sono sopravvalutata? ce la farò mai? sarò in grado? il mio corpo reggerà lo stress? Credo che sia normale avere dei dubbi, sono abituata ad allenarmi per gare che non superano mai i 10 km e mi sento un pesce fuor d'acqua. Ho paura di sbagliare, di non alimentarmi bene e a sufficienza, di affaticare troppo il fisico o di prepararlo poco.
Poi però mi dico che il lavoro fatto da quando a maggio ho ripreso a correre fino ad oggi, con l'aiuto di chi questo sport lo conosce bene e con la mia ormai attenzione a non lasciare nulla al caso, non è stato poi male e mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi e così, senza paura muovo i primi veri passi nella preparazione di una gara dal kilometraggio più importante.
21,0975 km in fondo non sono uno scherzo, specie per chi come me è partito dal "re divano", con zero base fisica, zero base alimentare e con tanti, tanti fattori contrari. La mia tiroide malfunzionante di certo non aiuta, la mia forte anemia neppure. Come per tante altre cose, so che parto svantaggiata, ma questo non mi butta giù, metto solo in conto che devo fare attenzione e che molto probabilmente per alcune cose i risultati tarderanno ad arrivare, ma ci vuole solo più pazienza!
Dopo la gara di Fiumicino mi sentivo pronta per affrontare i miei primi 15 km e di cominciare a testare (meglio abituare il fisico e vederne la reazione!) un po' di energizzanti che saranno utili in gara. D'altronde ci sono e ci possono aiutare, quindi perché non farne uso?
Così mi sono alzata e dopo la mia solita colazione, che a dire il vero non è mai tanto ricca perché il mio stomaco in corsa fa spesso i capricci, ho aperto una bustina di Enervit pre sport un'oretta prima dell'uscita e l'ho mandata giù un po' schifata (nonostante il sapore all'arancia per me rimane indigesta!) insieme ad un bel bicchiere d'acqua.
L'aria frizzantina di una domenica mattina di dicembre si fa sentire, indosso la maglia termica con un giacchetto tecnico facilmente sfilabile per assicurarmi di sentirmi libera di toglierlo velocemente in qualsiasi momento, un paio di guanti (sembrerà assurdo ma le mani durante tutto l'allenamento è difficile che mi si scaldino!) la piccola cintura portaoggetti alla prima prova e via alla scoperta di una Roma in pieno clima natalizio. Che bella!
L'idea, con il mio compagno di corsa, è di fare tutto il centro, sono io che guido il percorso, conosco ormai a memoria le distanze, so bene che aggiungendo qualche variazione al solito percorso dei 10, allungandoci un po' dal Colosseo al Circo Massimo, portandoci a casa la salita di via Merulana, la discesa di via Cavour e aggiungendo un kilometrino sotto il lungotevere di Castel Sant'Angelo saremmo arrivati tranquillamente a 15 e così è stato. Nei primi km mi accorgo che sono leggermente affaticata e ho un leggero fastidio allo stomaco, il sapore della gelatina presa è rimasto in gola e mi ha lasciato un forte senso di disgusto che non mi fa ben pensare. Essendo la prima volta che assumevo questo genere di energizzanti sapevo che sarebbe potuto risultare troppo pesante e addirittura impedirmi di digerirlo.
Comunque i primi km, a prescindere, sono sempre i più faticosi, già abbandonare presto il letto in una fredda mattina di dicembre è cosa da pazzi, ma pensare di dover affrontare tanta fatica, mentalmente alle volte, è davvero pesante. Ma poi... poi quando vedi che sei già arrivato al quinto km e il fiato si è spezzato, le gambe vanno bene, il panorama è fantastico, da lì in poi pensi solo alla strada che stai facendo e non a quella che ti manca!
Vai, vai fino a che ne hai, ed è questo che ho fatto domenica. Mi sono fatta trasportare dal corpo, lavorando sulla mente. Ho sofferto la salita Merulana, ho abbassato i ritmi di tanto, me la sono concessa senza affaticarmi troppo, a differenza delle altre volte la mia testa sapeva che aveva da correre ancora altri 5 km oltre i quasi 10 già fatti ed ha impedito alle gambe (che invece ne avevano!) di affaticarsi. D'altronde dopo la salita c'è la bella discesa Cavour e lì si può tirare un sospiro di sollievo e riprendere un po' di fiato oltre che un buon ritmo.
Al dodicesimo sono al massimo del kilometraggio affrontato di seguito dalle mie gambe fino ad ora, da lì in poi so che ogni km in più sarà una conquista, lo stomaco non da più fastidio, la fatica c'è e i quadricipiti fanno male, ma non voglio mollare, non ora che l'orologio segna i 13 km abbondanti, salire i gradini del lungotevere però mi dà il colpo di grazia, qui vorrei stoppare. Li faccio camminando, ma risalendo davanti a me si apre la vista della Basilica di San Pietro e mi dico... cavolo, se loro sono riusciti a far questo, io devo riuscire a fare i miei 15 km! Riprendo a correre più forte.
Spengo il Garmin a 15.100 metri... 15 km con una media di 6.05 circa al km. Come prima volta non male! Lo stretching ci aiuta ad allungare i muscoli contratti, un cappuccino e un cornetto al bar a ridarci forza.
Una domenica speciale, fatta anche di tanti doloretti post corsa, ma fino a che senti dolore vuol dire che sei vivo! Ho cominciato a vederla così e questa cosa... mi piace!
Così mi sono alzata e dopo la mia solita colazione, che a dire il vero non è mai tanto ricca perché il mio stomaco in corsa fa spesso i capricci, ho aperto una bustina di Enervit pre sport un'oretta prima dell'uscita e l'ho mandata giù un po' schifata (nonostante il sapore all'arancia per me rimane indigesta!) insieme ad un bel bicchiere d'acqua.
L'aria frizzantina di una domenica mattina di dicembre si fa sentire, indosso la maglia termica con un giacchetto tecnico facilmente sfilabile per assicurarmi di sentirmi libera di toglierlo velocemente in qualsiasi momento, un paio di guanti (sembrerà assurdo ma le mani durante tutto l'allenamento è difficile che mi si scaldino!) la piccola cintura portaoggetti alla prima prova e via alla scoperta di una Roma in pieno clima natalizio. Che bella!
L'idea, con il mio compagno di corsa, è di fare tutto il centro, sono io che guido il percorso, conosco ormai a memoria le distanze, so bene che aggiungendo qualche variazione al solito percorso dei 10, allungandoci un po' dal Colosseo al Circo Massimo, portandoci a casa la salita di via Merulana, la discesa di via Cavour e aggiungendo un kilometrino sotto il lungotevere di Castel Sant'Angelo saremmo arrivati tranquillamente a 15 e così è stato. Nei primi km mi accorgo che sono leggermente affaticata e ho un leggero fastidio allo stomaco, il sapore della gelatina presa è rimasto in gola e mi ha lasciato un forte senso di disgusto che non mi fa ben pensare. Essendo la prima volta che assumevo questo genere di energizzanti sapevo che sarebbe potuto risultare troppo pesante e addirittura impedirmi di digerirlo.Comunque i primi km, a prescindere, sono sempre i più faticosi, già abbandonare presto il letto in una fredda mattina di dicembre è cosa da pazzi, ma pensare di dover affrontare tanta fatica, mentalmente alle volte, è davvero pesante. Ma poi... poi quando vedi che sei già arrivato al quinto km e il fiato si è spezzato, le gambe vanno bene, il panorama è fantastico, da lì in poi pensi solo alla strada che stai facendo e non a quella che ti manca!
Vai, vai fino a che ne hai, ed è questo che ho fatto domenica. Mi sono fatta trasportare dal corpo, lavorando sulla mente. Ho sofferto la salita Merulana, ho abbassato i ritmi di tanto, me la sono concessa senza affaticarmi troppo, a differenza delle altre volte la mia testa sapeva che aveva da correre ancora altri 5 km oltre i quasi 10 già fatti ed ha impedito alle gambe (che invece ne avevano!) di affaticarsi. D'altronde dopo la salita c'è la bella discesa Cavour e lì si può tirare un sospiro di sollievo e riprendere un po' di fiato oltre che un buon ritmo.
Al dodicesimo sono al massimo del kilometraggio affrontato di seguito dalle mie gambe fino ad ora, da lì in poi so che ogni km in più sarà una conquista, lo stomaco non da più fastidio, la fatica c'è e i quadricipiti fanno male, ma non voglio mollare, non ora che l'orologio segna i 13 km abbondanti, salire i gradini del lungotevere però mi dà il colpo di grazia, qui vorrei stoppare. Li faccio camminando, ma risalendo davanti a me si apre la vista della Basilica di San Pietro e mi dico... cavolo, se loro sono riusciti a far questo, io devo riuscire a fare i miei 15 km! Riprendo a correre più forte.
Spengo il Garmin a 15.100 metri... 15 km con una media di 6.05 circa al km. Come prima volta non male! Lo stretching ci aiuta ad allungare i muscoli contratti, un cappuccino e un cornetto al bar a ridarci forza.
Una domenica speciale, fatta anche di tanti doloretti post corsa, ma fino a che senti dolore vuol dire che sei vivo! Ho cominciato a vederla così e questa cosa... mi piace!
giovedì 11 dicembre 2014
Costruire...
Chiudi gli occhi
Immagina una gioia
Molto probabilmente
Penseresti a una partenza
Ah si vivesse solo di inizi
Di eccitazioni da prima volta
Quando tutto ti sorprende e
Nulla ti appartiene ancora
Penseresti all'odore di un libro nuovo
A quello di vernice fresca
A un regalo da scartare
Al giorno prima della festa
Al 21 marzo al primo abbraccio
A una matita intera, alla primavera
Alla paura del debutto
Al tremore dell'esordio
Ma tra la partenza e il traguardo
Nel mezzo c'è tutto il resto
E tutto il resto è giorno dopo giorno
E giorno dopo giorno è
Silenziosamente costruire
E costruire è potere e sapere
Rinunciare alla perfezione
Ma il finale è di certo più teatrale
Così di ogni storia ricordi solo
La sua conclusione
Così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
Un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
Tra l'attesa e il suo compimento
Tra il primo tema e il testamento
Nel mezzo c'è tutto il resto
E tutto il resto è giorno dopo giorno
E giorno dopo giorno è
Silenziosamente costruire
E costruire è sapere e potere
Rinunciare alla perfezione
Ti stringo le mani
Rimani qui
Cadrà la neve
A breve
martedì 9 dicembre 2014
La Best Woman e il mio PB!
Ho atteso a lungo questa gara, forse perché è la gara con maggiori premi femminili, perché porta il nostro nome o forse perché essendo fatta per la maggiore da un percorso piatto piatto ho sperato e mi sono allenata per raggiungere il mio obiettivo. I 10 km sotto l'ora in gara.
Sono scesa spesso in allenamento sotto questa soglia, il moribondo è un ricordo lontano già da un po', ma in gara non c'ero ancora riuscita. Sarà per l'ansia che mi accompagna, sarà per l'inesperienza che ancora ho nel saper gestire le gare o per la mole di gente che ogni volta fatico a superare, ma non ero riuscita ancora a portare a casa questo risultato.
Nelle settimane precedenti però, mi sono allenata e preparata. La testa fa tanto e ancor di più in gara, la spinta che ci diamo per raggiungere determinati obiettivi arriva tutta da lì, le gambe sanno che possono fare tranquillamente il loro lavoro, se non infortunate o doloranti, sanno che possono arrivare a correre anche ad una velocità maggiore, ma la testa, la testa gioca il ruolo fondamentale quando la stanchezza fa capolino.
La mattinata inizia allegra in macchina con Lise, un caffè per darci un po' di carica visti i visi assonnati, la grande allegria del gazebo, le foto in compagnia, i saluti e l'immancabile fila al bagno che mi fa perdere la foto di gruppo!
Pronta sulla linea di partenza, zeppa e colma di gente, riesco a partire a pochi secondi dallo sparo, so che tutte le persone accanto a me da lì a poco non saranno neppure più visibili alla mia vista, ma poco male, il mio passo è lento rispetto alla maggior parte dei partecipanti e anche i tanti che mi sono dietro, mi supereranno staccandomi di un bel po'. I miei compagni di squadra passano incitandomi e io ne sono felice, mi danno carica! Non soffro questa cosa, so che il mio passo è quello e non me ne faccio un problema, allenamento e costanza stanno premiando la mia caparbietà e questo per ora basta a rendermi felice ed entusiasta!
Comunque la fatica arriva intorno al sesto/settimo km, il fiato ormai è spezzato e le gambe vanno, ma il lungomare di Fiumicino con il sole alto in faccia non mi regala buone sensazioni, è fastidioso e dai ristoranti lungo via arrivano odori di tutti i tipi, alcuni sgradevoli altri molto gradevoli, dalla frittura al pesce al forno, insomma... lo stomaco reclama, la fatica anche! Nonostante questo però, capisco che posso mantenere il mio tempo, magari si alzerà di un pochino ma non sta crescendo di molto e devo stringere i denti, ci siamo quasi! Ottavo, nono... sono costante e posso farcela mi ripeto, arrivo sulla pista di atletica, mi guardo attorno, so che la maggior parte dei miei compagni sono già arrivati, il fiato si fa sempre più corto, spingo sempre più, in ogni angolo del corpo sento fatica, il viso è tirato ma sono grintosa, il mio Garmin mi dice che sono sotto l'ora, ora devo solo spingere gli ultimi metri... arrivo, finito ed alzo le braccia al cielo. 59.30' il tempo finale, sono felicissima! Ce l'ho fatta.
Mi ero data un obiettivo e l'ho raggiunto, non è il tempo in sé per sé (voglio dire c'è ancora tanto e tanto margine di miglioramento) ma è l'essermi data un obiettivo e averlo raggiunto che mi rende felice e questa felicità la devo solo a me stessa. Un tempo mi appoggiavo, oggi mi sostengo da sola, oggi sono una runner!
venerdì 21 novembre 2014
L'anima vola
L'anima vola
Elisa
Le basta solo un po' d'aria nuova
Se mi guardi negli occhi
Cercami il cuore
Non perderti nei suoi riflessi
Non mi comprare niente
Sorriderò se ti accorgi di me fra la gente
Sì che è importante
Che io sia per te in ogni posto
In ogni caso quella di sempre
Un bacio è come il vento
Quando arriva piano però muove tutto quanto
E un'anima forte che sa stare sola
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
E se ti cerca è soltanto perché
L'anima osa
E' lei che si perde
Poi si ritrova
E come balla
Quando si accorge che sei lì a guardarla
Non mi portare niente
Mi basta fermare insieme a te un istante
E se mi riesce
Poi ti saprò riconoscere anche tra mille tempeste
Un bacio è come il vento
Quando soffia piano però muove tutto quanto
E un'anima forte che non ha paura
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
E se ti cerca è soltanto perché
Mica si perde
Non si nasconde
Cosa le serve
Mica si spegne...
lunedì 17 novembre 2014
Corriamo al Tiburtino
![]() |
| Foto Gianfranco Bartolini |
Corriamo al Tiburtino non offriva di certo la bellezza del centro di Roma, eppure non mi è dispiaciuta! Concentrata sulla mia corsa, sognante con la musica nelle orecchie, un passo non velocissimo ma costante e un leggero dolore di stomaco negli ultimi due km a farmi compagnia in un percorso di piccoli sali e scendi che non mi aspettavo. Insomma, ogni corsa ha la sua storia, ogni corsa racconta qualcosa di me, proprio come questa foto.
Love this game!
mercoledì 12 novembre 2014
abbracci...
Dentro ad un abbraccio puoi fare di tutto.
Sorridere e piangere.
Rinascere e morire.
Oppure fermarti a tremarci dentro.
Come fosse l'ultimo...
Senti che fuori piove, senti che bel rumore....
Sally cammina per la strada senza nemmeno
guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione, debolezza
per ogni candida carezza
tanto per non sentire l'amarezza
Senti che fuori piove
senti che bel rumore
Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia
Senti che fuori piove
senti che bel rumore
Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po' male
forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento
e come se fosse l'ultimo
Sally cammina per la strada leggera
ormai è sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s'è salvato
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così
forse ma forse ma si
Cosa vuoi che ti dica io?
senti che bel rumore
venerdì 7 novembre 2014
Sbagliando...
Ci sono giorni in cui mi sveglio e sono delusa da me stessa, alle volte si commettono errori che nella maggior parte dei casi a ripensarci si sarebbero potuti evitare e continui a ripeterti che avresti potuto far qualcosa per non farli accadere, non volevo deludere, ma con il senno di poi è sempre più facile.
Non siamo perfetti, soprattutto io, ma senza scusanti, anche questo mi ha aiutato a crescere.
lunedì 3 novembre 2014
Ufficialmente Ramarra... La Corsa dei Santi

Scritto per runisnow.blogspot.it, un bellissimo blog sulla corsa! www.runisnow.blogspot.it
Finalmente anche io faccio parte del mondo Ramarro!
Finalmente anche io faccio parte del mondo Ramarro!
Fino a qualche tempo fa non avrei mai pensato di avere un tesserino FIDAL né tanto meno di far parte di una società sportiva di corsa.
Io correre per tutto quel tempo senza mai fermarmi??? Naaaaaaa, non ci riuscirò mai... pensavo!
E invece, piano piano la mia vita è cambiata, ho solo seguito l'istinto e mi sono fatta trasportare dal corpo, ma soprattutto dal cuore. Sull'onda anche dei racconti di chi ha amato questo sport fin dalle prime corse, eccomi qui... a parlare di gare, di km da macinare, di ripetute, di tabelle, di corretta alimentazione e con un'iscrizione già in mano alla mia prima 21 km!
Sabato 1 novembre, finalmente è arrivata la prima gara ufficiale e competitiva.
La "mia" Corsa dei Santi in realtà inizia molto prima, un anno fa, quando sognavo la linea di partenza come esordio e un infortunio mi ha impedito di esserci.
La delusione, il rammarico... ricordo che quella mattina uscii di casa sconsolata e con una gamba dolorante con la mia macchina fotografica, pensavo che fare le foto a chi correva mi avrebbe aiutato a mandar via un po' di tristezza, ma i 5 mesi di stop si sono poi rilevati davvero pesanti, lunghi e quello ne era solo l'inizio.
Ma come tutto, è passato e me lo sono buttato dietro alle spalle, ricordandone solo l'insegnamento ricevuto. Prendersi sempre cura del proprio corpo, assecondarlo e sentirne i segnali senza mai ignorarlo.
Ho solo dovuto aspettare, con pazienza e costanza, la mia prima gara competitiva è arrivata!
L'emozione mi ha accompagnata già dall'inizio della settimana, un piccolo doloretto al gluteo mi ha ricordato che in fondo la corsa, come tutti gli sport, riserva sorprese che spesso portano a ridimensionare i propri obiettivi, ma questo non significa che poi siano del tutto impossibili!
Armata di arnica e di olio di canfora ho trascorso gli ultimi due giorni a prendermi cura di quel dolore. Sabato mattina era sparito!
L'arrivo al gazebo, i saluti di chi avevo già conosciuto e le presentazioni, persone che fino ad allora erano solo un nome sono diventate finalmente una mano da stringere, una voce da udire, un sorriso da condividere! L'accoglienza calorosa degli Amatori di Villa Pamphili, non elemosina mai, ne ricevi sempre in grande abbondanza!
L'arrivo al gazebo, i saluti di chi avevo già conosciuto e le presentazioni, persone che fino ad allora erano solo un nome sono diventate finalmente una mano da stringere, una voce da udire, un sorriso da condividere! L'accoglienza calorosa degli Amatori di Villa Pamphili, non elemosina mai, ne ricevi sempre in grande abbondanza!
Ritrovo Lise e Mapi, che già nella Blood Runner mi avevano accompagnata. Con loro parto, l'euforia della partenza si trasforma in carica e faccio i primi 5 km, l'andatura è tranquilla ma buona, Roma è magnifica e calda intorno a noi, vogliamo godercela, non c'è cornice più bella che il centro della nostra meravigliosa città. Dopo il ristoro, sulla salita di Via Merulana rimango indietro, le vedo davanti a me, un po' mi dispiace, ma non fa niente, sulle salite sono ancora scarsina e dopo quella del Colosseo sento già le gambe pesanti.
Ma la salita passa senza mai fermarmi, costante, so che poi c'è la discesa di Via Cavour e riuscirò a riprender ritmo!
Il peggio è passato, da adesso in poi il tragitto è tutto piatto, mi godo gli ultimi km e soprattutto gli ultimi metri su Via della Conciliazione (che mi regalano un bellissimo sorriso!) chiudo il mio ultimo km senza problemi.
Il peggio è passato, da adesso in poi il tragitto è tutto piatto, mi godo gli ultimi km e soprattutto gli ultimi metri su Via della Conciliazione (che mi regalano un bellissimo sorriso!) chiudo il mio ultimo km senza problemi.
Ricevo il mio premio, non solo la medaglia, ma la soddisfazione di esserci stata, di averla corsa, di averla condivisa, ma soprattutto di sapere che chi mi vuole bene gioirà con me per questa nuova conquista, mi merito la mia prima medaglia sui 10 km, so che posso e devo migliorare il tempo che è alto, ma con calma, senza fretta. Voglio pur sempre godermi il viaggio!
E' bello sapere che dopo la gara hai un gazebo da raggiungere e persone da cercare, persone che condividono con te questa passione e la soddisfazione dell'avercela fatta. Grazie a tutti i Ramarri per il pre gara, per la gara e soprattutto per il magnifico post gara in piacevolissima compagnia! Alla prossima, di nuovo con voi!
E' bello sapere che dopo la gara hai un gazebo da raggiungere e persone da cercare, persone che condividono con te questa passione e la soddisfazione dell'avercela fatta. Grazie a tutti i Ramarri per il pre gara, per la gara e soprattutto per il magnifico post gara in piacevolissima compagnia! Alla prossima, di nuovo con voi!
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venerdì 6 giugno 2014
"Instagrammiamoci!" di Fhania
Scritto per runisnow.blogspot.it, un bellissimo blog sulla corsa! www.runisnow.blogspot.it
Per un'appassionata come me di fotografia, Instagram è stata senz'altro una piacevolissima scoperta. Un'applicazione da scaricare sul cellulare che ti permette di pubblicare foto, modificarle con i filtri e delle cornici e condividerle con tutto il mondo attraverso il tuo profilo.
Per un'appassionata come me di fotografia, Instagram è stata senz'altro una piacevolissima scoperta. Un'applicazione da scaricare sul cellulare che ti permette di pubblicare foto, modificarle con i filtri e delle cornici e condividerle con tutto il mondo attraverso il tuo profilo.
Ricordo
ancora i primi tempi in cui postavo le mie foto come fosse un
“diario”, una finestra sulla mia vita su cui, invece di scrivere,
comunicavo le mie emozioni o i miei umori attraverso le foto.
All'inizio
ci si muoveva con inesperienza in un social che poi sarebbe diventato
uno dei più frequentati al mondo, un boom talmente grande da fare
gola a Mark
Zuckerberg (giusto per non farsi mancare
nulla) acquistandolo per
una cifra stimata intorno al miliardo di dollari! Urca! (niente a
confronto dei 19 miliardi dati a Whatsapp intendiamoci)
E'
un vortice in cui siamo finiti un po' tutti quanti, in fondo la
fotografia piace a tutti e chi più chi meno non manca mai di
immortalare momenti di vita più o meno importanti, anche perché
oggi con il telefonino basta davvero solo un click e la foto è a
portata di mano!
Con
il boom scatenato di certo la corsa non poteva essere da meno e
sfuggire a questa mania, anzi...
Un
anno fa quando indossavo per la prima volta le mie bellissime scarpe
da corsa, cominciavo anche a cercare qua e là informazioni, notizie
e scambi di idee nei vari social e così scoprii che anche su
instagram c'erano interi gruppi dedicati a questo sport e attorno a
questi gruppi ruotavano milioni di profili di tanti appassionati.
Basta digitare l'hashtag giusto
e si apre un mondo! #instarunners, #runnerscommunity, #runlovers,
#runnersworld solo per citarne alcuni.
E'
nata così (e l'ho vista crescere sempre più intorno a me)
l'INSTA-MANIA IN CORSA, foto di ogni genere su uscite, allenamenti,
gare, medaglie, scarpe, abbigliamento tecnico e quant'altro.
La
foto più quotata da postare sul proprio profilo è senza dubbio il
SELFIE, che sia di gruppo o che sia da soli, l'importante è che sia
dall'alto e che ci immortali nel pre-allenamento pronti a buttare
fuori tutta la fatica possibile o nel post-allenamento con tanto di
faccia sfinita, ma con sorriso a 100mila denti!
Il
secondo posto nella tipologia di foto postate lo detiene un
accessorio importantissimo per la corsa: la SCARPA.
In
ordine puoi trovare: scarpe dall'alto con lunghe (non sempre!) gambe,
scarpe e la tua ombra, scarpe sul prato, scarpe sulla ciclabile,
scarpe da un lato e calzini dall'altro, scarpe al tramonto, scarpe
all'alba, scarpe, scarpe, scarpe... Alle volte mi chiedo se vanno a
correre da sole ste scarpe!
Terzo
posto, ma per questo non meno importante, lo detengono i COLLAGE.
Per
la creazione di questi ultimi sono nate un altro centinaio di
applicazioni che ti permettono di farli nei più disparati modi. Di
solito sono formati dall'unione di almeno 4 foto: foto del percorso
fatto, foto del garmin e del tempo, foto del panorama (runlovers poi
ha fatto fare pure gli adesivi “#iocorroqui”... una tragedia!!!)
e in ultimo, ma di grande importanza come già detto su,
l'immancabile selfie a prova della fatica del fine allenamento o
gara.
Altro
posto importante e da non sottovalutare, ce l'ha il CIBO: frullati e
centrifughe di ogni tipo (queste devo dire sono quasi sempre foto
tipicamente americane) intrugli di bibitoni di proteine (idem come
sopra, gli americani ne sono i maggiori consumatori) piatti di frutta
di ogni genere, papponi di riso orientali e per fortuna anche piatti
della nostra amata pasta specie nel pre-gara quando si dà il via al
carbo-load! Ed
ecco che i nostri followers ci vanno giù con i "mi piace” e
con i consigli più spassionati e devo dire che ho conosciuto
tantissime persone davvero speciali. Con loro ho condiviso i momenti
belli e quelli meno belli della corsa e non. Ci sono sempre, sai che
prima o poi quella foto la vedranno e che non mancheranno di farti
sentire la loro presenza, che festeggeranno con te una vittoria o
soffriranno con te una sconfitta. Sembra una stupidaggine
ma la condivisione in corsa, anche se amo più correre in solitaria,
è una cosa che ci rende felici. E perchè no... che male c'è a
dirlo e farlo attraverso le foto?
Buona instagrammata in corsa a
tutti e non dimenticate di usare l'hashtag giusto! ;)
mercoledì 21 maggio 2014
Addio moribondo!
Oggi ci metto la faccia, oggi è il gran giorno...
Non so se sono state le Asics nuove in prova o se l'infortunio mi ha insegnato più di quanto pensassi, come correre e come prendersi cura del corpo, fatto sta che eccomi qui... finalmente ho raggiunto l'obiettivo, 10 km a 5'.55'' di media.
Finalmente entro a far parte del REGNO DEI VIVI!!!
lunedì 19 maggio 2014
Un anno dopo...
Scritto per runisnow.blogspot.it, un bellissimo blog sulla corsa! www.runisnow.blogspot.it
Alle 7 sveglia, pronta e pimpante per affrontare una delle gare più brevi del calendario podistico annuale, con un grandissimo significato, una gara a cui sono affezionata.
Alle 7 sveglia, pronta e pimpante per affrontare una delle gare più brevi del calendario podistico annuale, con un grandissimo significato, una gara a cui sono affezionata.
La “Race for the cure” non è di certo famosa per il suo kilometraggio, ma senz'altro può essere considerata una delle maggiori gare di beneficenza al mondo.
Organizzata per la lotta contro il tumore al seno, uno dei cancri ad oggi, purtroppo, più diffuso al mondo. La corsa alla sensibilizzazione per raccogliere i fondi si sviluppa a livello mondiale con diverse tappe che raccolgono milioni di persone. Nei tre giorni dedicati all'evento, nel Villaggio Race, si articola un programma tutto dedicato alla donna, con visite gratuite e check-up completi per avvicinare e sensibilizzare alla prevenzione.
Ieri Roma si è colorata per questa causa, per correre insieme alle “Donne in Rosa”, Donne con la D maiuscola che ad oggi stanno lottando o hanno lottato contro questo male.
E' passato esattamente un anno, da quando solo per scopo benefico indossavo il mio primo paio di scarpe da corsa e mi avventuravo alla scoperta di quello che poi sarebbe diventato un “amore”.
La chiusi in più di 50 minuti, alternando piccoli tratti di corsa a camminata, guardandomi intorno tra le meraviglie di Roma. Eppure a pochi metri dal traguardo, guardai l'arco e fu una grande soddisfazione, la gioia di vederlo all'orizzonte, dopo 5 km (per me all'epoca tantissimi!) guardare la gioia nei visi delle persone intorno, ha scatenato dentro di me una serie di emozioni che ancora oggi ricordo come nuove e bellissime. Presi la mano di mia sorella, alzai le nostre braccia al cielo, passai sotto quell'arco e decisi che da quel momento non avrei più mollato il paio di scarpe che avevo ai piedi!
Complici anche i racconti di un amico, complice il fatto che avevo visto nascere in lui l'amore per questo sport, passione che ha reso la sua vita ancora più completa, decisi che dovevo provare. In fondo perché pensare di non farcela, forse, contro ogni mia possibile previsione, anch'io avrei potuto avvicinarmi a questo mondo.
E così tirando le somme eccomi qui, finalmente di nuovo sotto quell'arco, ma con un altro spirito, non solo quello di correre per una causa che da donna sento così vicina, ma anche quello di dimostrare a me stessa che il lavoro di un intero anno (interrotto ahimè da 5 mesi di stop per infortunio) ha portato i suoi frutti.
Ho chiuso la mia Race for the cure 2014 sotto i 30 minuti, con un passo medio di 5'56'' che per me è un grandissimo risultato; un percorso fatto di slalom in mezzo agli oltre 60.000 iscritti tra gara competitiva, non competitiva e camminata, tagliando il traguardo insieme a tanti podisti delle varie società sportive. Sono pronta per altre gare, che soddisfazione!
Roma in ROSA è davvero bellissima, il Circo Massimo ne è una meravigliosa cornice.
Uno sguardo al cielo prima di andare via, centinaia di palloncini liberati in aria al grido “io ce l'ho fatta!”, liberi di volare proprio come chi è tornato a vivere.
Da tutti noi, il più grande in bocca al lupo a tutte quelle donne che non smettono mai di lottare.
domenica 11 maggio 2014
A te... mamma
Riguardando questa foto ti vedo sostenerci proprio come fai ancora oggi, con la stessa forza.
Ti amo mamma ❤️
Ti amo mamma ❤️
lunedì 14 aprile 2014
E' che alle volte... boh, non lo so neppure io!

Poco confortante lo so. Mi sento così strana e versatile in questo periodo. Posso essere tutto ed essere niente, in continua trasformazione, picchi di alti e fondi bassissimi, dai sentimenti alla normale routine quotidiana.
"Chiedimi se sono felice!", provaci, ma adesso come adesso non so proprio rispondere, ciò che cerco più di tutto, credo si chiami... serenità.
mercoledì 9 aprile 2014
Thinking
"Soltanto i più forti fanno i conti con la solitudine, gli altri la riempiono con chiunque." [Vjollca Lika]
lunedì 31 marzo 2014
la gioia di ripartire fa a cazzotti con la consapevolezza di dover ricominciare da capo
In questi mesi sicuramente ho dovuto rivedere quelli che erano i miei obiettivi. Un giorno succede, nella corsa come nella vita, cambiano le cose senza preavviso (o magari, non ti sei solo accorto che stavi spingendo troppo) cambiano le carte in tavola e quelli che sembravano piccoli sogni sempre più vicini da raggiungere si allontanano e tu sei lì a guardarli e per quanto ti impegni non puoi far nulla. Una delle tante "stronze" lezioni di vita, che per quanto non sia questa una questione di vita o di morte (insomma ci sono cose molto più serie!), ti fanno cambiare direzione, una sterzata forzata, quando proprio non vorresti. Ma non fa niente, come successo altre mille volte mi rimbocco le maniche e ricomincio, con tutta la fatica che ne consegue accompagnata dalla sfiducia del vedermi ripercorrere gli stessi passi di quando avevo iniziato. Anche se sento tutto il peso di questo stop e del ripartire da capo, oggi la sola cosa che mi interessa veramente, per quanto riguarda questo argomento, è avere la possibilità di riprovarci e questo mi riempie il cuore di gioia. Sono felice e non lo so in quanto tempo e come arriverò ai miei obiettivi, ma so che lo farò con un passo alla volta e senza mollare mai!
domenica 23 marzo 2014
Un'esperienza chiamata Maratona
Di nuovo dall'altra parte dell'arco, questa volta con molta più preparazione, uno studio attento del percorso, strategie con gli esperti, calcoli di spostamenti millimetrici sulle distanze, 3^ km, 13^, 37^, 42^, insomma più che fare la fotografa sembrava dovessi correrla io sta maratona!
E non è forse vero che ho sognato di essere al posto dei tenaci podisti che hanno varcato l'arco di arrivo della 20^ maratona di Roma? (Per me sono super eroi mascherati da umani!)
Un'esperienza meravigliosa, di cui ho amato coglierne ogni piccolo particolare, i sorrisi, le persone bizzarre, le smorfie di dolore, le attese, la pioggia, la città eterna. Sono tornata a casa distrutta ma con il cuore pieno di gioia. Amo l'atmosfera che crea questo sport!
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